Taglio di fiori nel palazzo: assolti

Pratola Peligna, coppia di anziani trascinata davanti al giudice dalla vicina
PRATOLA PELIGNA. Erano finiti sotto processo per aver tagliato delle piante di rose rampicanti e gelsomini, in un una corte di un fabbricato condominiale. Marito e moglie, lui 90enne e lei 87enne, accusati del reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, davanti al giudice si sono giustificati affermando che quelle rose appartenevano anche a loro in quanto comproprietari della corte e che avevano il diritto di portarsele a casa. Il giudice, pur riconoscendo una violazione di legge nel comportamento dei due imputati, li ha assolti per la particolare tenuità del fatto. Una storia davvero singolare quella che ha coinvolto una coppia di anziani Giovanni Tomassilli e Rocca Di Cristofaro, residenti a Pratola Peligna. I fatti si riferiscono al 2017 quando la coppia di anziani decisero di tagliare cinque piante di rose e altre di gelsomini che erano state sistemate nella corte di un fabbricato comune rivendicandone la piena potestà. Troppo belli quei fiori tanto che la coppia di anziani decise di portarseli a casa.
Un gesto non gradito dalla vicina comproprietaria della corte, alla quale quei fiori piacevano in modo particolare. E definendo l’azione dei due, “un gesto arbitrario”, decisero di rivolgersi ai carabinieri della locale stazione raccontando il fatto e chiedendo di avere giustizia. A indagini chiuse i due anziani sono finiti sotto processo per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, reato che prevede una multa fino a 516 euro, con la vicina di casa che si è anche costituita parte civile. I due, che nel procedimento giudiziario sono stati difesi dall’avvocato Mario Tedeschi, dopo aver rivendicato la proprietà di quell’angolo floreale, hanno ribadito che secondo il loro punto di vista, potevano gestire a loro piacimento quelle rose. Considerata la loro età e la lieve entità del reato, il giudice ha optato per l’assoluzione. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

