Tamponi tra una settimana I medici: proroga zona rossa

Biondi: grande sforzo per gli esami di massa. Gli esperti: prolungare i divieti
L’AQUILA. Sono 40mila i tamponi prenotati dal Comune per la campagna di controllo sul contagio organizzato dalla Regione. Lo ha confermato il sindaco Pierluigi Biondi in apertura del secondo consiglio straordinario dedicato all’emergenza sanitaria. La seduta era stata convocata dal presidente Roberto Tinari per fare il punto, con dirigenza dell’Asl e dell’ospedale, sull’attuazione del documento approvato all’unanimità poco più di venti giorni fa, in occasione del primo dibattito consiliare in videoconferenza sulla gestione della pandemia in città. Il confronto ha però tirato in ballo soprattutto lo screening appena avviato e che di fatto si svilupperà a livello provinciale durante tutta la settimana prossima.
CONTROLLO DI MASSA. L’indicazione dei 40mila tamponi per la città nasce dall’analisi dei dati elaborati durante la campagna sperimentata nella provincia autonoma di Bolzano. «L’adesione è stata del 60 per cento della popolazione coinvolta», spiega il primo cittadino, «per cui su questo elemento abbiamo orientato la dotazione di test per la città». In caso di superamento delle stime nella risposta da parte della popolazione coinvolta, in pratica cittadini dai sei anni in su che non siano isolamento o già sottoposti ad altri accertamenti anti-Covid, compresi i dimoranti, la dotazione sarà aumentata. I test antigenici saranno somministrati su base volontaria in circa 60 punti. «Utilizzeremo in parte le scuole, in particolare le palestre», sottolinea il primo cittadino, «e per le superiori stiamo prendendo accordi con la Provincia». Decisiva sarà la distribuzione capillare nelle frazioni, per cui Biondi annuncia anche l’allestimento di spazi nei pressi dell’aeroporto di Preturo e a Bazzano, presidiando così le due estremità del territorio comunale. L’operazione sarà concentrata nel prossimo fine settimana. «Richiederà un grande sforzo organizzativo», osserva Biondi, «perché non si tratterà solo di somministrare i test, ma anche di raccogliere e trasmettere dati rispettando la privacy e attivando strumenti informatici, ma anche di gestire rifiuti speciali nelle diverse zone che saranno attivate».
ALTRI PROGETTI. Biondi coglie l’occasione del consiglio anche per fornire aggiornamenti sulle ulteriori iniziative del Comune legate all’emergenza. «Il piano per testare la popolazione studentesca va avanti», tiene a precisare, «abbiamo posto fondamenta solide grazie alla collaborazione con l’Università, l’Asl, il Gssi, l’istituto zooprofilattico e altre istituzioni». La campagna espressamente rivolta agli studenti, secondo Biondi, avrà una portata che andrà oltre la fase emergenziale in corso. «Lasciamo lavorare gli esperti», sollecita, riferendosi alle critiche mosse dall’opposizione. Nei piani dell’amministrazione resta anche la distribuzione di saturimetri ai medici di base, che potranno distribuirli a pazienti a rischio per tenere sotto controllo la saturazione, uno dei parametri vitali indicatori dell’eventuale contagio.
RESTANO DUBBI. L’esposizione fatta dal sindaco, però, non scioglie tutte le riserve dell’opposizione. Il centrosinistra, pur garantendo piena collaborazione all’iniziativa messa in campo dalla Regione, esprime diverse perplessità che investono anche il significato politico della campagna. «Il ricorso allo screening di massa è la dimostrazione del fallimento gestionale dell’emergenza», attacca Stefano Palumbo (Pd), «dopo un’estate in cui tutta la filiera politica comunale e regionale ha fatto passare il messaggio secondo cui eravamo più forti del virus, ci siamo ritrovati con la città messa in ginocchio dai contagi». I dubbi dell’opposizione riguardano soprattutto la fase successiva ai test di massa quando, secondo i calcoli esposti dal direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Pierluigi Cosenza, si potrebbe accertare la presenza di circa duemila positivi in più da trattare. «Serviranno tamponi molecolari di conferma all’esito del test rapido, da somministrare anche a domicilio», osserva Americo Di Benedetto (Il Passo possibile), «e garantire il rispetto dell’isolamento da parte di chi dovrà restare in quarantena». A far rilevare la mancanza di una strategia chiara collegata alla campagna è invece Paolo Romano (Italia viva), a detta del quale «non si capiscono priorità e organizzazione dell’iniziativa». Tra i medici presenti alla seduta virtuale è Alessandro Grimaldi, primario di Malattie infettive del San Salvatore, a sottolineare la necessità di strutturare bene l’isolamento dei positivi che emergeranno dallo screening, garantendo anche un’adeguata sistemazione a chi non può restare a casa. Secondo Cosenza, comunque, per frenare i contagi la zona rossa andrà prolungata fino a dopo la festa dell’Immacolata.
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