Tangente su lavori in centro Carta «scagiona» Riga e Lago

L’AQUILA. Segna il passo l’udienza preliminare riguardante presunte irregolarità negli appalti per la ricostruzione post-sisma, con riferimento ai puntellamenti nella quale sono imputati gli ex...
L’AQUILA. Segna il passo l’udienza preliminare riguardante presunte irregolarità negli appalti per la ricostruzione post-sisma, con riferimento ai puntellamenti nella quale sono imputati gli ex assessori comunali Pierluigi Tancredi e Vladimiro Placidi, l'imprenditore Pasqualino Macera, l'ex cerimoniera del Comune Daniela Sibilla. Accusati anche l'imprenditore Daniele Lago, rappresentante della Steda, l'ex vicesindaco Roberto Riga, il direttore del puntellamento a Palazzo Carli Fabrizio Menestò (posizione defilata) e il funzionario comunale Mario Di Gregorio.
L’udienza di ieri è stata aggiornata per via della necessità di notificare al curatore fallimentare della Steda un atto con il quale costituirsi nel procedimento. La prossima udienza ci sarà l’8 luglio.
Intanto è spuntata fuori una carta che in qualche modo potrebbe destare qualche ragionevole dubbio su uno dei capi di imputazione: tra le contestazioni si parla di una presunta mazzetta a Riga da parte di Lago in modo che il politico interferisse nell’assegnazione dei lavori del consorzio Altomac in centro, comunque, non andarono alla Steda. Si tratta di fatti che si sarebbero verificati nel 2010.
E qui la carta giocata dall’avvocato Carlo Benedetti. Si tratta di un atto, firmato dal dirigente Mario Di Gregorio il 7 ottobre 2009, cioè diversi mesi prima nel quale si attesta che i lavori sono stati affidati a un’altra ditta. Ci si chiede, dunque, che senso aveva tentare di brigare per un appalto che gente ben informata (come i sospettati) ben sapeva essere stato assegnato ad altri in modo irrevocabile già da alcuni mesi? Insomma una sorta di «delitto impossibile». Quei lavori, tra l’altro, furono affidati a una ditta aquilana con urgenza. Gli immobili, più in particolare, sono quelli compresi tra via Franchi, Corso Vittorio Emanuele, via Mazzini, via Accursio. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Antonio Milo, Maurizio Dionisio, Stefano Rossi, Massimo Carosi, Gianluca Totani, Fabio Alessandroni.
(g.g.)
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