Tanti bambini per l’addio alla piccola Iaia

Accanto ai genitori il sindaco di Roccaraso: «La sua lezione d’amore resterà un patrimonio condiviso»
ROCCARASO. Non un funerale, ma una piccola festa con tanti bambini suoi coetanei. Sono stati soprattutto loro, i suoi amici di scuola, ad accompagnarla nel suo ultimo viaggio. Un canto comune che è durato per l’intera cerimonia funebre, quello che si è levato verso il cielo. Una messa di gioia e di felicità, così come aveva chiesto lei, Ilaria Orlando, la piccola Iaia, originaria di Roccaraso volata via in cielo a soli 9 anni dopo aver lottato come una piccola leonessa contro la rarissima malattia, un neuroblastoma, per cinque anni. Un lungo corteo si è snodato per le strade di Romano di Lombardia, prima di approdare nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Ed è nel piccolo centro del bergamasco che viveva la piccola insieme ai genitori Ida e Giovanni, lei di Roccaraso e lui di Lanciano. E in tanti, sono partiti dai due centri abruzzesi per dare l’ultimo saluto a Ilaria, per stare vicino ai suoi genitori nel momento più doloroso della loro vita. Anche il sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato, in questi anni sempre in prima fila per sostenere la battaglia della piccola Iaia, ha voluto essere presente. «Troveremo presto la forma e il modo per ricordarla», ha ribadito anche ieri mattina al termine del rito funebre il primo cittadino di Roccaraso, «per far sì che questa sua lezione d’amore resti per sempre un patrimonio condiviso. Dobbiamo coltivare il sogno di Iaia, anche ora che non c’è più». Tanti i bambini, compagni di classe di Ilaria che frequentava (come il fratello) la scuola Sacra Famiglia a Martinengo. Nell’omelia i sacerdoti hanno ricordato la piccola immaginandola tra gli angeli in paradiso a scrutare da lassù quel mondo che amava tanto e che ha dovuto lasciare per un destino avverso. «Ora è nel regno dei cieli», hanno sottolineato i sacerdoti, «ed è da lì che ci guiderà per un mondo migliore». Alla fine del rito funebre la piccola bara bianca è stata accompagnata nel cimitero del paese dove è avvenuta la sepoltura. Una storia, quella della piccola Iaia, che ha colpito tutta l’Italia. All’età di 4 anni le era stato diagnosticato un neuroblastoma. Nonostante questo, Iaia ha lottato, con la sua famiglia, fino all’ultimo giorno. Era nata l’associazione “Il Sogno di Iaia onlus”, che ha organizzato tantissime iniziative. Nel 2014 la bimba era riuscita a volare negli Usa per continuare la sua lotta contro la malattia che, però, non è riuscita a sconfiggere. (c.l.)
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