Tanti big in concerto

23 Agosto 2019

L’AQUILA. Da sempre, fin dal primo apparire della Bolla dell’Indulgenza nel 1294, le celebrazioni della Perdonanza Celestiniana sono state caratterizzate dalla volontà di rinsaldare il legame tra la...

L’AQUILA. Da sempre, fin dal primo apparire della Bolla dell’Indulgenza nel 1294, le celebrazioni della Perdonanza Celestiniana sono state caratterizzate dalla volontà di rinsaldare il legame tra la comunità laica e quella credente. La festa popolare è parte integrante delle commemorazioni religiose e in tempi più recenti è diventata imprescindibile la presenza di un programma artistico in grado di animare il grande palcoscenico in cui si trasforma L’Aquila nella settimana dal 23 al 29 agosto. Nell’anno del decennale del sisma, la 725ª edizione si annuncia all’insegna della rinascita e dell’omaggio alla città, con l’arrivo di artisti di fama internazionale che regaleranno spettacoli unici, alcuni pensati appositamente per l’evento. Le due anime, quella spirituale e quella secolare, si abbracciano nella festosità del corteo storico della Bolla del 28 agosto, la rievocazione della sfilata medievale in cui le autorità civili e religiose sono accompagnate da dame e cavalieri in costume d’epoca, sbandieratori, tamburi e chiarine, con la folla che applaude.
IL CORTEO DELLA BOLLA. Nelle ultime edizioni la parola d’ordine è stata “rigore storico”. Ma anche “snellire”. Quello che andrà in scena il 28 agosto, in fase di definizione in queste ore, sarà un corteo della Bolla «che verrà ulteriormente snellito», nelle parole del sindaco e presidente del Comitato Perdonanza Pierluigi Biondi, e che «rispetterà il criterio protocollare». Vale a dire meno fronzoli, meno associazioni e sodalizi che si sono aggiunti negli anni, ma anche più spazio al popolo. L’idea del sindaco è far chiudere la sfilata, dopo i rappresentanti istituzionali, i gruppi storici e la Dama della Bolla, a chi assiste al passaggio, lungo il percorso che si snoda da Palazzo Fibbioni fino alla basilica di Collemaggio: «Come una sorta di processione», ha spiegato Biondi, «in cui la gente si mette in coda e scorta la Bolla fino a Collemaggio». Un’ipotesi che va studiata, soprattutto sul fronte dell’organizzazione e della sicurezza, dato che i partecipanti “ufficiali” raggiungono già le 2.000 persone. Intanto, si lavora per la preparazione dei costumi che saranno indossati dai 700 figuranti. «Il Comune dispone di circa 70 abiti», spiega la storica dell’arte Giovanna Di Matteo, «che non vengono incrementati da qualche anno per mancanza di finanziamenti, e il resto arriva dai gruppi storici, locali e ospiti. Nessun cambiamento per i costumi dei protagonisti, la Dama della Bolla, il Giovin Signore e la Dama della Croce». Anche il percorso resterà immutato, così come il cerimoniale previsto prima dell’apertura della Porta santa, quest’anno affidata al cardinale Giuseppe Bertello.
GLI SPETTACOLI. Una vera e propria carrellata di big. Il cartellone messo a punto dal direttore artistico Leonardo De Amicis è di sicuro impatto mediatico e catalizzatore di grandi numeri. Gli spettacoli si svolgeranno nel cosiddetto Teatro del Perdono, davanti alla splendida facciata della basilica di Collemaggio, tranne quello del 24 agosto, il musical internazionale dedicato ai Pink Floyd, ospitato a piazza Duomo. La novità è rappresentata dai due concerti solidali, in cui i posti a sedere saranno a pagamento, per finanziare borse di studio per gli studenti del Conservatorio Casella: si tratta delle esibizioni del trio Il Volo (foto in alto a sinistra), il 26 agosto, e di Fiorella Mannoia (foto in alto) con Luca Barbarossa, Paola Turci e Noemi, il 29 agosto. La cerimonia di apertura, oggi, vedrà sul palco Gianni Morandi (foto a destra), Giancarlo Giannini, Amii Stewart, Paolo Vallesi, Simona Molinari, Piero Mazzocchetti, Stefano Di Battista, Vittoriana De Amicis, Franco Nero, Vanessa Redgrave. Il 25 agosto sarà la volta dell’attore Enrico Brignano, mentre il 27 è in programma l’happening itinerante “L’Aquila suona”. «Questa è l’edizione del decennale», ha affermato il maestro De Amicis, «si chiudono delle linee, si riparte. In primo piano devono esserci i contenuti che si riescono a veicolare attraverso la produzione artistica. Oggi la nostra città non è ancora finita, ma rinasce: il messaggio che sarà veicolato in queste serate è dunque quello della rinascita».
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