Tari e multe, i conti non tornano Mancano 13 milioni al Comune

Avezzano, emerse criticità nel consuntivo di bilancio su tassa rifiuti e sanzioni al codice della strada Avviata una verifica negli uffici, ora si temono aumenti sulle tariffe dei contribuenti in regola
AVEZZANO. Esattore del Comune «poco efficace» nella riscossione della Tari-Tarsu per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e delle sanzioni per le violazioni del codice della strada: nel corso degli anni, infatti, la quota del fondo crediti di dubbia esigibilità, messa nero su bianco nel consuntivo approvato dal commissario prefettizio, Mauro Passerotti – dopo la richiesta di chiarimenti su una serie di punti, comprese le carenze di cassa accumulate negli anni con la gestione Equitalia – ha raggiunto la cifra record di quasi 13 milioni e mezzo di euro, a fronte di un risultato di amministrazione pari a poco più di 17 milioni.
Sulla scottante questione, che in caso di mancato recupero dei crediti, potrebbe far lievitare i costi per i cittadini che pagano regolarmente il costo del servizio, il Comune, insoddisfatto dei risultati di Equitalia, nel 2018 ha stoppato il rapporto convenzionale e avviato la riscossione in proprio, mentre l’Ufficio tributi ha avviato uno studio «sulle attività svolte dall’agenzia per la riscossione dei crediti, al fine di verificare se ha usato tutti gli strumenti previsti dal contratto e dalla normativa».
La verifica in corso d’opera dovrebbe giungere alla meta entro la fine dell’estate, per poi aprire un tavolo con l’ex Equitalia per avere il quadro definitivo sulle attività svolte per il recupero degli ingenti crediti maturati nel corso degli anni, fino allo stop alla convenzione, con l’obiettivo di avviare una fase di lavoro mirato a recuperare tutto il possibile. La partita, infatti, è incerta, mentre lo stralcio delle mini cartelle inferiori a 1.000 euro del periodo 2000-2010, in carico a Equitalia, disposto dal decreto fiscale 2018, secondo la delibera 12/2019 della Corte dei Conti (sezione delle autonomie), potrebbe avere un impatto sulle tariffe per l’utenza. «Non va trascurato anche l’impatto sulla Tari che la cancellazione dei residui può avere», hanno sentenziato i giudici della Corte dei Conti, «tenendo conto che tutti i crediti dichiarati inesigibili fanno parte del costo del servizio».
Insomma, il conto finale dei crediti di dubbia esigibilità non recuperati, compreso quelli delle cartelle sotto i 1.000 euro stralciati dal governo, andranno a gravare sui contribuenti in regola. Sulla storia dei crediti di dubbia esigibilità del Comune, comunque, hanno evidenziato criticità sia la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che i revisori del Comune. Il collegio, infatti, nella relazione sul consuntivo, ha acceso i riflettori sul punto critico e invitato l’amministrazione a migliorare gli accertamenti e le riscossioni dei tributi prima delle prescrizioni, in modo da migliorare il rapporto coi contribuenti, e ad adottare il regolamento che disciplina l’accertamento e la riscossione per un sacrosanto principio di equità dei contribuenti.
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