«Tari e Tasi, favori ai centri commerciali»

Carla Cimoroni (L’Aquila Chiama): per i cittadini nessuna agevolazione, i soldi si potevano trovare nel bilancio
L’AQUILA. «È un’occasione mancata da parte dell’amministrazione comunale, quella di non dettare una strategia in fatto di tasse e tributi (Tari e Tasi, Imu) che possa favorire i cittadini e non solo i centri commerciali, come ha fatto in questo caso, con uno sconto del 10%». L’accusa arriva da Carla Cimoroni, consigliere comunale del gruppo L’Aquila Chiama. Dopo averlo detto a chiare note e presentando 5 emendamenti nell’ultimo consiglio comunale, la Cimoroni lo ha specificato in conferenza stampa ieri mattina, a Villa Gioia.
CITTADINI DI SERIE B. «I cittadini aquilani non vengono considerati per le riduzioni delle tasse e dei tributi. Si parla tanto di famiglie, ma l’amministrazione si riempie solo la bocca, sono soltanto slogan, perché poi i fatti sono differenti. Ho presentato cinque emendamenti, ma sono stati bocciati e neppure ammessi alla discussione, soltanto perché, secondo il segretario generale e la maggioranza, mancavano le coperture finanziarie. Sono emendamenti a favore dei cittadini e dei piccoli commercianti e dei tanti laboratori, nella città e nelle frazioni, a cominciare da quelle più grandi, come Paganica», afferma Carla Cimoroni.
I CINQUE EMENDAMENTI. I cinque emendamenti sono: 1) favorire i cittadini disagiati, a cominciare da quelli che hanno attività a Fonte Cerreto, dove non c’è stata stagione; 2) favorire i centri storici sia della città, sia delle frazioni; 3) agevolare i locali che tolgono le slot machine; 4) avviare la politica dei vuoti a rendere, così si conferisce meno vetro; 5) agevolazioni per i cittadini, commercianti e titolari o gestori di attività, che conferiscono al centro di raccolta dell’Asm a Bazzano.
COPERTURA FINANZIARIA. «La maggioranza si è giustificata dicendo che non c’è la copertura finanziaria per poter inserire nel bilancio questi emendamenti. Ma non è così», sostiene la Cimoroni, «non mancano i soldi, ma la volontà politica di cercarli. Basterebbero 50mila euro per ogni emendamento e da quando li ho proposti all’approvazione del bilancio comunale, se li avessero voluti trovare l’avrebbero fatto. E poi mi chiedo: da quando le proposte della maggioranza di interventi sono state sostenute da copertura finanziaria? È la prima volta che non vengono ammessi degli emendamenti – neppure per la discussione – per questo motivo. Magari discutendone in consiglio poteva uscire la soluzione. Ma credo che non ci sia la volontà politica perché cinque buone proposte provenivano dall’opposizione, che tra l’altro le ha appoggiate in blocco».
OCCASIONE MANCATA. «Ritengo sia stata un’occasione mancata da parte della maggioranza, perché in questo modo poteva dare un segnale, dicendo alla città: “non ce la facciamo, siamo in una situazione difficile, ma ci stiamo provando”. Invece, nulla di nulla».
FAVORITI I SOLITI NOTI. «Invece sono stati favoriti i soliti noti: albergatori, grandi aziende, centri commerciali. Molti di loro non fanno neppure la raccolta differenziata o sono evasori, parziali o totali».
EVASIONE E STRATEGIE. «L’amministrazione ha approvato atti di indirizzo delle partecipate, dell’Asm in particolare, senza alcuna strategia», prosegue Carla Cimoroni, «dalla lotta all’evasione – non è scritto da nessuna parte cosa l’amministrazione voglia fare in proposito – agli investimenti. Si parla genericamente, come ha fatto l’assessore all’Ambiente, Emanuele Imprudente, in consiglio, di una seconda piattaforma di raccolta rifiuti nella zona Ovest della città. Intanto da anni non si riesce ad aprire quella nella zona Est, ma soprattutto sono chiacchiere quelle dell’assessore: non c’è un solo atto in cui si parli di investimenti e della piattaforma all’Aquila Ovest. Il piano finanziario dell’Asm non è tale, ma un copia-incolla degli anni precedenti, dove viene solo riportata la stessa cifra di esercizio: 14,5 milioni. E i conti sono fatti solo per far quadrare quel costo. Biondi disse in campagna elettorale che sarebbe stato il granello che avrebbe rotto il meccanismo: ma non ha rotto proprio nulla».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

