Tassa di soggiorno, positivo il primo mese

6 Dicembre 2022

Di Marzio: «Risolte le problematiche alla partenza, a gennaio il versamento da parte delle strutture»

SULMONA. È positivo il bilancio del primo mese di applicazione della tassa di soggiorno per chi arriva a Sulmona. Dopo qualche problema iniziale, dovuto principalmente all'utilizzo del software poi rinviato al 2023, gli albergatori, i proprietari dei B&B e i gestori dei campeggi hanno iniziato ad aggiungere al costo del soggiorno quello dell'imposta stabilita dal Comune.
Secondo quanto deciso si paga 70 centesimi a notte se ci si ferma in una piazzola camper, un euro se si pernotta in un hotel fino a tre stelle o in un B&B e un euro e 50 centesimi se si prende una stanza in un hotel a quattro o cinque stelle. «Tranne il momento di partenza durante il quale erano state segnalate delle problematiche relative alla gestione del software, tutto è proseguito», ha spiegato l'assessore al bilancio Katia Di Marzio, «anche gli uffici, che si occupano delle varie pratiche burocratiche legate alla tassa di soggiorno, non ci hanno segnalato nulla. I problemi iniziali sono stati risolti dando la possibilità agli albergatori e ai gestori delle varie strutture di riversare tutti gli introiti della tassa nel nuovo anno e non fare quindi obbligatoriamente un versamento mensile. Il primo adempimento è stato fissato per gennaio, dando così la possibilità agli albergatori di avere un ulteriore periodo di proroga per prendere dimestichezza con il software e iniziarlo a gestire autonomamente». L’amministrazione comunale, con l'assessore Di Marzio e gli assessori al Centro storico Catia Di Nisio e al Commercio Attilio D'Andrea, ha inviato nelle scorse settimane una lettera a tutti gli albergatori e i gestori delle attività ricettive per spiegare le regole della tassa di soggiorno e il perché della sua applicazione.
Per Pietro Leonarduzzi, responsabile di Confesercenti Sulmona, «la tassa di soggiorno non ha creato problemi nèé per i turisti né per i proprietari delle strutture, perché si parla di cifre minime. Ora però bisogna capire come verranno spese queste somme, perché gli stessi albergatori vogliono saperlo. A mio avviso non sarà certo la tassa di soggiorno che cambierà le sorti turistiche della nostra città, abbiamo bisogno di ben altro. Sarà però fondamentale sapere che fine faranno questi soldi, visto che entreranno». Dal confronto tra l'amministrazione comunale e gli albergatori è emersa anche la decisione di costituire un tavolo permanente nel quale stabilire, come da norma, a quali servizi destinare i proventi della tassa di soggiorno che dovranno essere reimpiegati per attività relative allo sviluppo del turismo.
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