Tassa sui rifiuti, aumenti del 3,5% Bollette più care per i sulmonesi

1 Luglio 2022

Una famiglia di quattro persone vedrà lievitare la spesa di 27 euro l’anno, sotto accusa la gestione Cogesa L’amministrazione comunale promette un maggiore controllo: «Si cambia registro, saremo sentinella»  

SULMONA. «Ritocchiamo la tariffa, ma da oggi si cambia registro, con il Comune di Sulmona che sarà attenta sentinella del piano industriale e delle scelte amministrative e strategiche che saranno portate avanti dal Cogesa». Un avvertimento quello che è arrivato ieri mattina, dal consiglio comunale di Sulmona, ai componenti del Cda della partecipata, con l’approvazione del rincaro della Tari che porterà i sulmonesi a spendere di più: una famiglia di quattro persone spenderà in media circa 27 euro in più all’anno. L’aumento accordato è del 3,5%, contro il 9% richiesto dal consiglio di amministrazione del Cogesa, la società a totale capitale pubblico che si occupa del sistema integrato dei rifiuti. «Non firmeremo più cambiali in bianco», ha detto l’assessore al Bilancio e alle Partecipate, Katia Di Marzio, «d’ora in avanti controlleremo le spese passo passo, con particolare attenzione per gli investimenti, le assunzioni, la qualità e la quantità del servizio erogato, magari riuscendo ad incidere in modo da evitare gli aumenti previsti».
Insomma, si cambia registro iniziando a svolgere quel controllo analogo previsto dal regolamento, ma mai effettivamente. Con il risultato che si è dato mano libera ai vari amministratori che si sono succeduti nel tempo e che hanno portato il Cogesa a fare scelte «scellerate e clientelari», e ad approvare bilanci in profondo rosso che «rischiano di portare la società al fallimento», come sottolineato nel suo intervento dal consigliere comunale Mimmo Di Benedetto. Ma l’operazione di risanamento non si annuncia per niente facile e passa soprattutto attraverso «l’operazione verità» avviata dalla capogruppo del Pd, e presidente della commissione Bilancio, Teresa Nannarone, tesa «a denunciare tutte le scelte clientelari, compreso le assunzioni e gli incarichi professionali affidati in questi ultimi anni che avrebbero portato l’azienda ad avere il doppio del personale necessario per i servizi svolti, e un buco stratosferico nel bilancio».
«Il Cogesa ha il doppio dei dipendenti per i servizi che svolge», ha sottolineato dai banchi dell’opposizione Salvatore Zavarella, da poco passato dai civici di Andrea Gerosolimo nei ranghi di Fratelli d’Italia.
E secondo buona parte della maggioranza tra cui il sindaco e la capogruppo del Pd, sarebbe opportuno affidare l’opera di risanamento nelle mani di un direttore generale. Una figura di comprovate capacità che possa portare, attraverso un drastico taglio alle spese, un uso più intelligente degli impianti di Noce Mattei e ad altre scelte strategiche, ad alzare sensibilmente la voce delle entrate e nel contempo a contenere le spese passive.
«Primo tra tutti il taglio delle assunzioni e il ricorso agli incarichi professionali, che sono stati la vera piaga degli ultimi anni di gestione della società», evidenzia da sempre Nannarone. Nel suo intervento il sindaco Gianfranco Di Piero ha quindi sottolineato l’urgenza di avviare con tutti i sindaci e gli amministratori del comprensorio, una riflessione a tutela di un patrimonio assai importante e consistente non solo per Sulmona, principale azionista della società, ma dell’intero Centro Abruzzo.
«I Comuni e soprattutto Sulmona dovranno tornare a svolgere regolarmente il controllo analogo, a prescindere dal subentro dell’Agir», ha concluso il sindaco, «non dimentichiamoci che nella nostra città avremo sempre gli impianti e la discarica. Per questo dobbiamo avere forza nell’affrontare le sfide e vincerle».
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