Tasse, Api chiama le aziende

15 Marzo 2018

Mari Fiamma: «Fronte comune per battere i burocrati»

L’AQUILA. Si fa teso il clima tra le associazioni di categoria, sul problema delle tasse da restituire.
Dopo il richiamo di Ezio Rainaldi, delegato alla ricostruzione di Confindiustria, che non ha gradito «il metodo con cui è stata data comunicazione della pubblicazione in Gazzetta ufficiale della nomina del commissario ad acta», né «il fatto che ci sia stata un’interlocuzione privilegiata, anche da parte di qualche ente», a scendere in campo è l’Api. L’associazione piccole imprese invita Confindustria a sedersi, di nuovo, al tavolo di confronto, ma non risparmia frecciatine all’indirizzo degli Industriali. Intanto, oggi, alle 15, è prevista una riunione delle imprese interessate, nella sede dell’Api. «Dopo la denuncia fatta nel lontano 2013 dalla nostra associazione e le lunghissime vicissitudini che hanno condotto questo territorio a cercare sempre atteggiamenti ragionati per giungere a una soluzione di buonsenso, la vicenda delle tasse sembra ormai giunta alla battaglia definitiva», afferma il direttore di Apindustria, Massimiliano Mari Fiamma. «Nessuna mediazione ha indotto le strutture burocratiche del governo e dell’Ue a una conclusione positiva della vicenda. Abbiamo sempre sostenuto la “linea dura” con risposte politiche forti, argomentazioni tecniche ineccepibili ma, soprattutto, con azioni legali a 360 gradi, volte a colpire anche i responsabili del procedimento», incalza Mari Fiamma. «Tuttavia non ci siamo mai mossi singolarmente, perché questa è una guerra dell’intero territorio e va condivisa con gli enti preposti e le associazioni di categoria». Il riferimento è a Confindustria: «A questo punto non si può non rilevare che, in molte di queste strutture, prevalgono personalismi e voglia di essere protagonisti a tutti i costi, anche a scapito del bene comune. A nostro avviso, il momento del buonsenso finisce, comunque, qui», il commento di Mari Fiamma che ha convocato una riunione con le aziende interessate «per combattere, attraverso le armi legali e su tutti i fronti, a partire dalla nomina e dall’operato del commissario Calabrò, fino a risalire la catena di comando, sperando di colpire anche i singoli irresponsabili burocrati a tutti i livelli. La battaglia legale vede ad oggi ancora coinvolte, insieme a noi, Regione, Comune e Ance, mentre le strane e incomprensibili dichiarazioni di Confindustria, un po’ in confusione ultimamente», sottolinea ancora Mari Fiamma, «sembrano far comprendere la fuoriuscita di quest’ultima dalla fase cruciale. Auspicando che si sia trattato di un fraintendimento, o di una fuga in avanti al solo fine propagandistico, invitiamo Confindustria a tornare a combattere con tutti noi». (m.p.)
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