Tasse delle imprese, partita la diffida

17 Marzo 2018

L’atto ufficiale inviato al governo sottoscritto dagli enti locali e dalle associazioni di categoria

L’AQUILA. È partita ieri la diffida al governo «a porre in atto il recupero delle tasse sospese dopo il sisma del 2009». L’hanno firmata il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, il sindaco Pierluigi Biondi e i rappresentanti di Ance, Confindustria e Api, coadiuvati dall’Ordine dei Dottori commercialisti. La lettera contiene anche tutte le obiezioni tecniche al provvedimento che, se reso esecutivo, colpirà dalle 125 alle 341 imprese aquilane, a seconda del parametro di riferimento degli aiuti concessi che, secondo l’elenco stilato dal commissario Maria Margherita Calabrò, è fermo a 100mila euro.
Ai 76 milioni da restituire, relativi al recupero delle somme non versate, vanno aggiunti gli interessi di mora, che sfiorano il 30 per cento: il tutto da pagare in un’unica soluzione, a partire dal 23 maggio. Lolli ha riunito a Palazzo Silone i protagonisti della vertenza, associazioni datoriali, ordini professionali e Comune, per apporre le ultime firme e definire i due ricorsi approntati dall’ufficio legale insieme all’avvocato Roberto Colagrande, che rappresenta le associazioni di categoria.
«Batteremo tutte le strade possibili», ha ribadito Lolli durante la riunione. «Non è accettabile una simile ingiustizia ai danni di un territorio che ha patito un terremoto e le sue conseguenze». Conseguenze socio-economiche che, evidentemente, l’Ue non ha ritenuto tali, se il 14 agosto 2015 ha intimato al governo italiano di procedere al recupero dei tributi sospesi, considerando le agevolazioni ricevute dalle aziende aquilane aiuti di Stato, in violazione alla libera concorrenza.
Due le azioni legali messe in campo: un ricorso al Tar contro la nomina del commissario straordinario e uno contro la richiesta dell’Ue. «Nel frattempo, prosegue l’azione politica di sollecitazione nei confronti del governo, che», rimarca Lolli, «ha deluso le aspettative, non comprendendo la gravità della situazione. Ha sottovalutato la questione, come i governi precedenti».
«Chi ha responsabilità, in tutta questa storia verrà chiamato a risponderne»: questa la linea emersa nel tavolo di concertazione, che abbraccia l’intera filiera tecnica che si è occupata della vertenza. Dall’Ue fino ai «burocrati del governo», e giù, a scendere, gli enti locali che hanno avuto un ruolo nella stesura della prima relazione tecnica inviata all’Ue, che non è stata ritenuta esaustiva. Insomma, se nel tritacarne entreranno le imprese, le stesse sono pronte a chiamare in causa i responsabili del negativo epilogo della vertenza. Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Forza Italia Antonio Martino. «Non si può mettere in ginocchio definitivamente un’economia già alle corde per il sisma. Serve una grande manifestazione di protesta».(m.p.)
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