Tasse non versate, il commissario accelera

Inviate ai sindaci le richieste sui dati dei beneficiari degli aiuti da restituire: aziende e professionisti
L’AQUILA. Non ha atteso che venisse pubblicato il decreto di nomina in Gazzetta ufficiale, il commissario straordinario Margherita Maria Calabrò, nominata dal governo per dare piena attuazione alla fase di recupero delle tasse non versate dopo il sisma del 2009. Stanno partendo in questi giorni le lettere, indirizzate ai sindaci del cratere, in cui si chiede di fornire un tempestivo riscontro alle richieste relative alle informazioni e ai dati dei singoli beneficiari degli aiuti di Stato oggetto della procedura di recupero. Richiesta che fa scattare il campanello di allarme: il governo, infatti, aveva promesso di “congelare” la pubblicazione del decreto di nomina del commissario fino alle elezioni politiche. Dall’uscita sulla Gazzetta ufficiale, Calabrò avrà cinque giorni per richiedere i dati alle amministrazioni comunali, che saranno chiamate a trasmettere i dati sui beneficiari del contributi, sull’ammontare degli stessi e sulle agevolazioni fiscali e previdenziali a cui hanno avuto accesso, a loro volta entro 5 giorni. Tempi strettissimi che hanno indotto il commissario a giocare d’anticipo, anche se la nomina ufficiale è ormai alle porte. Oltre ai Comuni, il commissario ha scritto anche a Inps e Inail. «La scrivente è in possesso degli elenchi provvisori dei beneficiari degli aiuti in questione, finora trasmessi alla Commissione Europea nell’ambito delle attività prodromiche all’esecuzione della decisione», si legge nella nota del commissario, «tanto premesso, si trasmette, a titolo collaborativo, l’elenco dei soggetti esercenti attività economica ovvero imprese, professionisti e titolari di partita Iva, per i quali codesto comune potrà già avviare tutte le attività ritenute utili a quantificare l’aiuto agli stessi concesso, ovvero l’abbattimento pari al 60% dei tributi di competenza di codesto ente, sospesi a seguito del sisma del 6 aprile 2009». La soglia “de minimis” è stata stabilita dall’Unione europea in 200mila euro, contro i 500mila richiesti dalla Regione e dalle associazioni di categoria: elevare il “de minimis” a 500mila euro avrebbe consentito a decine di imprese di sottrarsi all’obbligo di restituzione. Una partita pesante per il territorio, in termini economici: 125 le aziende coinvolte, per un importo totale che supera i 75 milioni di euro. (m.p.)
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