Tasse, Rainaldi all’attacco: «Col governo trattiamo noi»

4 Luglio 2018

Il delegato alla ricostruzione di Confindustria denuncia l’esclusione delle imprese «Grande incertezza, la proroga non è stata ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale» 

L’AQUILA. «Sulla restituzione delle tasse sospese dopo il sisma il governo deve dialogare con gli imprenditori, non solo con la politica». Chiedono di sedersi ai tavoli romani di trattativa, le associazioni di categoria. Di partecipare alle audizioni e dire la loro «su una vicenda in cui, a rischiare l’osso del collo, sono solo le imprese».
A parlare è il delegato alla ricostruzione di Confindustria L’Aquila Abruzzo interno, Ezio Rainaldi. «Il campo delle decisioni è stato ristretto alla politica, che non si presenta nemmeno compatta», dice, «mentre gli imprenditori, a Roma, non hanno avuto voce in capitolo. Le polemiche degli ultimi giorni, tra i diversi partiti, rischiano di compromettere tutto». Ma c’è un altro, più grave, problema. «Al momento», spiega Rainaldi, «non vi è chiarezza sulla proroga di sessanta giorni per la presentazione della documentazione richiesta alle aziende dal commissario, Maria Margherita Calabrò. Se l’emendamento non verrà pubblicato subito in Gazzetta ufficiale, il 22 luglio le aziende saranno chiamate a presentare i report». Un pasticcio che sta costando caro soprattutto alle piccole e medie imprese, incassate nella fascia tra i 200 e i 500mila euro di sgravi e agevolazioni, di cui hanno usufruito dopo il 2009.
«Molte di queste imprese», aggiunge Rainaldi, «saranno costrette a portare i libri in tribunale. Alcune lo stanno già facendo, a causa dei danni che questa situazione di limbo sta provocando. Non ultimo, l’atteggiamento delle banche locali, che frenano i prestiti, vista la situazione di incertezza». Rainaldi chiede l’istituzione di una task-force ristretta alla sola presenza di Regione, Comune e associazioni di categoria, supportate dal legale e dal commercialista designati a seguire la vertenza, delegata a dialogare col governo. «Il soggetto interessato ovvero gli imprenditori», incalza, «continua a essere tenuto all’oscuro di tutti i passaggi. Le stesse notizie di emendamenti promossi e bocciati, di cambi di strategia e colloqui istituzionali non hanno un report immediato con le associazioni di categoria: il campo dell’azione è stato ristretto alla politica, tra mille polemiche di casacca. Apprezziamo la posizione del vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, che sta svolgendo un ruolo attivo, ma abbiamo bisogno di altro». A far tremare i bilanci delle aziende è lo spettro della restituzione di 76 milioni, che potrebbero raddoppiare tra interessi di mora e agevolazioni non conteggiate. Tutto questo se la soglia del de minimis non verrà elevata a 500mila euro. «L’emendamento per la proroga non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale», conclude, «e certezze non ce ne sono».
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