Tasse, verso una nuova proroga

9 Novembre 2019

Associazioni di categoria forniranno al governo dati e numeri  

L’AQUILA. Si è aperta formalmente l’interlocuzione con il governo. Le associazioni di categoria supporteranno l’esecutivo fornendo dati e numeri relativi alle imprese coinvolte nella restituzione delle tasse e ai danni subiti. Un passaggio tecnico essenziale per allargare la platea delle possibilità e salvare le aziende dalla restituzione delle tasse, qualora non dovesse andare in porto il temporary framework, ovvero l’innalzamento della soglia de minimis da 200mila a 500mila euro.
Intanto, è quasi certa, oramai, una proroga dei termini per la restituzione, fissati al 31 dicembre 2019. Proroga che servirà «a chiudere definitivamente la partita». Almeno, è quel che sperano le istituzioni locali e le associazioni di categoria che, ieri, hanno preso parte all’incontro con il governo, al ministero dello Sviluppo economico.
«Adesso è necessario riaprire subito un’interlocuzione con l’Europa», ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi. «Le premesse ci sono tutte per dimostrare che non si è trattato di aiuti di Stato, in quanto concessi in un’area circoscritta e per un periodo di tempo limitato. Sono state semplicemente ridotte le tasse alle imprese aquilane, che non hanno in alcun modo potuto inquinare la concorrenza europea».
«Il dialogo con la Commissione europea non è né facile, né scontato», hanno affermato a margine della riunione Adolfo Cicchetti, presidente provinciale Ance, Ezio Rainaldi, delegato Confindustria alla ricostruzione, Massimiliano Mari Fiamma, direttore dell’Api e Agostino Del Re, direttore Cna. «Sulla linea dei colloqui già avuti, il governo vuole portare a casa qualche risultato. Ha lasciato intendere che l’obiettivo di elevare la soglia de minimis a 500mila euro non è scontato, né semplice. Da parte nostra, abbiamo ribadito la necessità di insistere su questa strada». I rappresentanti delle associazioni di categoria hanno ribadito anche come «si sia allargato il ventaglio delle ipotesi in campo, che potrebbe far diminuire il numero delle aziende interessate dal provvedimento. A stretto giro forniremo dei dati al governo per supportare una valutazione tecnica per avere un piano alternativo e altre carte da giocare. Ipotesi alternative che saranno frutto delle indicazioni che arriveranno dal territorio, in maniera congiunta», sottolineano Cicchetti, Rainaldi, Mari Fiamma e Del Re, «e che vanno nella direzione di tutelare al massimo le imprese che hanno subìto danni con il terremoto, alle quali oggi viene addirittura richiesto il conto». Un importante risultato portato a casa è quello di una garanzia, seppure verbale, sulla proroga «che verrà da sé, per consentire una soluzione definitiva del problema».
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