Tassi usurai, inizia il processo Bcc
Vertici della banca denunciati dai proprietari di un hotel all’asta
SULMONA. È iniziato ieri il processo contro vertici e dipendenti della Bcc di Roma tutti accusati di aver applicato tassi usurai nei confronti dei titolari di un albergo di Pescasseroli finiti sul lastrico. Si tratta del presidente Francesco Liberati, 80enne di Roma ma originario di Scurcola Marsicana. Con lui Stefano Boccolucci 57 anni di Palestrina, Mauro Santini, 67 anni di Roma, Roberto Gandolfo, 61 anni di Roma, vicedirettore generale, Paola Barbati, 43 anni originaria di Avezzano ma residente a Roma (componente Cda), Franco Celardi 71 anni di Roma, Enrico Falcone, 68 anni di Roma. Tutto è iniziato nel 2001, quando la famiglia Vitale proprietaria dell’albergo la Conca d’oro che si trova a Pescasseroli ha contratto un mutuo con la locale filiale della Banca di credito cooperativo per sostenere delle spese relative alla gestione dell’attività. Nel corso degli anni, a causa di gravi problemi economici, la famiglia Vitale non è riuscita a onorare il debito con la banca che ha avviato la procedura esecutiva in quanto la struttura era stata posta a garanzia del mutuo. L’albergo fungeva anche da abitazione per la famiglia di Pescasseroli. Stando al racconto dei Vitale, il bene era stato svenduto all’incanto per 297 mila euro, (pari al credito vantato dalla Bcc), a fronte di un valore dell’albergo di 1 milione di euro. Il ricorso in Tribunale non ha fermato la procedura esecutiva e il 10 febbraio 2017 i due anziani proprietari della struttura alberghiera sono stati cacciati dalla propria casa, con l’ausilio delle forze dell’ordine. Nel frattempo, però, è andata avanti l’azione giudiziaria dei coniugi Vitale e della figlia, nei confronti della banca, accusata di aver applicato tassi usurai. Il collegio ha fissato per il prossimo 24 marzo l’esame dei testimoni mentre il 28 aprile è attesa la sentenza. (c.l.)
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