Tavolini all’aperto, bufera sul Comune

4 Giugno 2018

L’assessore al Commercio sui controlli: «Fuga in avanti, i vigili mi sentiranno». Il sindaco: «Smentisco diffide agli esercenti»

L’AQUILA. Metti un’ordinanza anti-egiziani. Metti il proliferare di tavolini all’aperto, complice la bella stagione (che all’Aquila dura due mesi scarsi). Metti i controlli dei vigili urbani, sia sugli imprenditori nordafricani sia su quelli locali, comprese le attività di pub, bar e ristoranti. Aggiungi, poi, un probabile malinteso sugli slogan («prima gli italiani», in questo caso «prima gli aquilani», ma non certo in relazione alle multe, ovviamente). E così, con un anticipo di un paio di mesi rispetto al Ferragosto, viene fuori una bufera estiva in piena regola sul fronte commerciale che investe il Comune. Con tanto di smentita del sindaco («Nessuna diffida, una non notizia») che sorpassa a destra il suo assessore al Commercio il quale, dalla tribuna di Facebook, lancia strali domenicali contro la polizia municipale richiamando egli stesso la contestata ordinanza...alla frutta annunciando un vertice per chiarire che i tavolini all’aperto vanno bene. E non vanno certo mischiati con le cassette di cocomeri e ciliegie.
PICCININI INFURIATO. «Perché bisogna sempre complicare tutto, perché?», scrive Alessandro Piccinini. Che argomenta: «Chi del personale della Polizia Municipale si è sentito in dovere, senza neanche interpellare l’amministrazione, di fornire una interpretazione autentica (manco fossero giudici della Corte Costituzionale) della richiamata ordinanza? L’ordinanza che viene impropriamente utilizzata da costoro (la quale per altro si limita a richiamare la esistenza di una legge dell’ordinamento giudiziario e la sua evoluzione giurisprudenziale che attiene alla costante e prolungata esposizione di generi alimentari in zone di traffico molto molto intenso) nulla ha a che vedere con la legittima richiesta di avere autorizzati tavolini all’esterno del proprio locale commerciale».
IL COMPLOTTO. «A me pare», prosegue l’assessore Piccinini, «più il tentativo posto in essere da parte di qualcuno che ha tutta l’intenzione di mettere i bastoni tra le ruote a questa amministrazione. Ad ogni modo, vi assicuro che lunedì (oggi, ndr) sarà mia cura occuparmi direttamente di questa vicenda e farò in modo di far prevalere il buon senso. Per il momento mi sento solo di chiedere scusa a chiunque abbia avuto un danno, un disagio e/o un ritardo in conseguenza di questa fuga in avanti. Stiamo facendo di tutto per riportare la vita nel centro della città, figuriamoci se ostacoliamo il percorso di chi vuole darci una mano a farla rivivere con il proprio lavoro e con propri investimento. Scusate ancora e buona domenica a tutti».
BIONDI: SMENTISCO. «Smentisco categoricamente che ci siano diffide dei vigili urbani nei confronti di coloro che somministrano alimenti e bevande al di fuori delle proprie attività commerciali». Questa la replica del sindaco Pierluigi Biondi. «Ci sono pressappochismo e disinformazione alla base di una non notizia che metterebbe in relazione l’ordinanza sul divieto dell’esposizione all’esterno di frutta e ortaggi, di cui rivendico la giustezza e la legittimità, e il sacrosanto diritto di bar, pub e ristoranti di sfruttare la stagione estiva per l’attività all’aperto», prosegue il sindaco. «Questa città di tutto ha bisogno, meno che di un “sentito dire” che non corrisponde in alcun modo alla realtà e che getta il panico tra coloro che, faticosamente, ogni giorno cercano di risollevare l’economia locale con grandi sforzi ed encomiabili sacrifici», conclude.
MA I BARISTI CONFERMANO. A complicare il quadro di una convulsa domenica ci sono, infine, le dichiarazioni di alcuni titolari di licenze in centro, i quali mettono in relazione i controlli (e le conseguenti sanzioni) dei vigili non già all’ordinanza anti-egiziani bensì al regolamento che vieta di somministrare alimenti e bevande su tavolini “scoperti”, cioè privi di ombrelloni, gazebo, soffitti di qualsivoglia natura. Oggi, dopo l’altolà di Piccinini, se ne dovrebbe sapere di più.
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