Tavolini, l’opposizione passa al contrattacco
L’accusa alla giunta: «L’ordinanza anti-egiziani arma a doppio taglio. Gravi le critiche di Piccinini ai vigili»
L’AQUILA. «L’ordinanza sindacale che ha disposto il “divieto di esposizione di frutta, erbaggi, legumi, generi alimentari e simili, al di fuori dei locali di vendita, sia sul suolo pubblico che privato o di uso pubblico o aperto al pubblico passaggio”, si è rivelata per Pierluigi Biondi un’arma a doppio taglio». Lo affermano i consiglieri di opposizione Giustino Masciocco, Elisabetta Vicini, Angelo Mancini. «L’ordinanza», dicono, «voleva evidentemente colpire gli egiziani e le loro attività di ortofrutta e non esplicitare controlli diffusi sul rispetto delle regole da parte di tutti i commercianti ed esercenti che somministrano bevande e cibi all’aperto. I vigili urbani, nelle loro verifiche, hanno giustamente rispettato la norma, controllando tutti gli esercizi senza distinzioni ma, alle prime proteste, il sindaco e l’assessore alle Attività produttive Alessandro Piccinini hanno voluto aggiustare il tiro, entrando a gamba tesa nella libera gestione e interpretazione della norma da parte di funzionari e dirigenti. E lo hanno fatto come elefanti che si muovono in una cristalleria. Prima il sindaco, attaccando la stampa con termini come “pressappochismo e disinformazione”, poi l’assessore Piccinini, criticando il lavoro dei vigili urbani, che, secondo lui, “avrebbero dovuto interpellare l’amministrazione”, salvo poi fare un passo indietro con un comunicato stampa nel quale, tuttavia, hanno insistito sull’assenza di notifiche o diffide solo per rassicurare i commercianti. È evidente la volontà di non inimicarsi la categoria, volendo andare a colpire solo la rivendita di frutta e verdura gestita da lavoratori stranieri, forzando di fatto un’interpretazione restrittiva della norma che dovrebbe colpire alcuni esercenti sì e altri no, minando le regole europee del mercato e della concorrenza. Non è un buon segnale per l’amministrazione. Sono marcati ed evidenti i segnali di malcontento dei dipendenti dell’ente, sempre più delusi da un modo di operare imperioso e confusionario che, oltre ad appesantire il clima delle giornate lavorative, lede la libertà di funzionari e i dirigenti i cui poteri, dopo le riforme degli anni ’90, sono separati nettamente dagli indirizzi».
«Se servisse un’altra conferma dell’inadeguatezza di questa amministrazione, non c’è da preoccuparsi: i giorni che passano continuano a fornirne a bizzeffe», hanno commentato i consiglieri del Pd Stefano Palumbo e Stefano Albano. «Questa vicenda», ha aggiunto Paolo Romano, altro consigliere di opposizione, «sta esponendo la città a un clima di omertosa paura e reciproco sospetto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

