Teatro comunale, altri due anni di lavori

28 Dicembre 2020

Terminato il terzo lotto, l’obiettivo è tornare ad alzare il sipario nel 2023 a 150 anni dall’inaugurazione dell’edificio

L’AQUILA. Terminato il terzo lotto di lavori, si va verso l’ultimazione del restauro del teatro comunale nell’omonima piazza, a ridosso della basilica di San Bernardino in pieno centro storico.
È stata pubblicata nei giorni scorsi, infatti, la determina del Segretariato regionale ai beni culturali per l’affidamento dell’incarico di supporto alla progettazione di completamento degli interventi strutturali. Si tratta di opere necessarie per dare il via all’ultima fase dei lavori, che durerà ancora un paio di anni e sarà finanziata grazie a una delibera Cipe per un importo di sei milioni di euro.
L’obiettivo è tornare ad alzare il sipario nel 2023 e più precisamente il 14 maggio, a 150 anni esatti dal ballo in maschera, che inaugurò il teatro comunale dell’Aquila, dal 1963 sede del Teatro Stabile dell’Aquila, diventato poi Teatro Stabile d’Abruzzo (nel 2000).
Una riapertura molto attesa, soprattutto dopo la presentazione del restauro statico della struttura, avvenuta lo scorso anno. Proprio in quella occasione è stato mostrato alla città un fondale del palcoscenico risalente al 1820, rinvenuto durante i lavori, insieme ad alcune preziose decorazioni a rilievo sulle volte d’ingresso.
Per dare il via all’ultima tranche di lavori, tuttavia, è necessario «risolvere alcune questioni nodali non ricomprese nella precedente progettazione, ma necessarie per restituire il bene tutelato alla collettività e perfettamente funzionale agli usi dedicati», come è specificato nella delibera firmata dal segretario regionale per i beni culturali d’Abruzzo, ad interim, Stefano D’Amico. Da qualche settimana, infatti, si è conclusa la parte riguardante la progettazione degli interventi di miglioramento sismico della struttura (per un importo totale di oltre dieci milioni, dall’inizio delle opere) e la relativa documentazione è stata presentata al Genio civile per ottenere l’autorizzazione sismica, che dovrebbe essere rilasciata entro breve tempo.
Intanto, è stato assegnato il finanziamento di sei milioni che verrà utilizzato «anche per la realizzazione degli interventi di consolidamento strutturale di miglioramento individuati quali prioritari e finalizzati alla messa in sicurezza sismica» specifica la delibera.
Restano, tuttavia, da progettare alcune opere integrative secondarie, di completamento della prima tranche di lavori da un punto di vista strutturale: revisione e calcolo della struttura lignea della platea e della struttura di acciaio e legno del palcoscenico, calcolo della scala speculare a quella esistente alla quota del loggione, ripristino delle colonne in marmo del foyer (meglio conosciuto come Sala Rossa), modifica ai nuclei dell’ascensore per consentire lo sbarco a un piano superiore e riprofilatura delle volte.
Questi lavori (stimati in 12.240 euro), secondo la determina, sono stati affidati per incarico diretto, alla società Asdea, con a capo Guido Camata, che sta già perfezionando la progettazione esecutiva strutturale del terzo lotto.
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