Tecnocall, lavoratori in sciopero E oggi sit-in di protesta all’Emiciclo

Senza clausola sociale, futuro incerto per gli oltre cento dipendenti del contact center di Monticchio I sindacati: «Questo disastro va scongiurato». Sollecitato un confronto con il governo regionale
L’AQUILA. Un Natale amaro per più di cento famiglie aquilane. Si fa buio il futuro degli operatori del contact center Tecnocall, che ieri hanno scioperato per l’intero turno e oggi insceneranno un presidio davanti all’Emiciclo, in occasione della seduta del consiglio regionale. Una vertenza che coinvolge in tutta Italia 1.500 lavoratori, che operano a servizio degli utenti del mercato di maggior tutela dell’energia, prossimo alla chiusura. Nel decreto Energia, ancora in discussione, è stata cancellata la clausola sociale, fortemente voluta dai sindacati, che avrebbe salvaguardato l’attuale personale, nel balletto dei cambi di appalto legati al mercato libero. «Si va verso un Natale nero», hanno dichiarato le segreterie provinciali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, «per più di cento famiglie aquilane, costrette a vivere un futuro lavorativo incerto. A livello territoriale abbiamo annunciato forme di protesta per questo imminente disastro, che può concretizzarsi con la perdita dei posti di lavoro». La mobilitazione è partita ieri: i lavoratori in sciopero hanno raggiunto Palazzo Margherita, durante la cerimonia per la riapertura della sede del Comune chiusa dal terremoto del 2009, e questa mattina saranno all’Emiciclo, «a difendere la loro dignità di lavoratrici e lavoratori», hanno sottolineato i sindacati, «e soprattutto di cittadine e cittadini oggi sacrificati alle lobby potentissime del ricco e selvaggio mercato energetico nazionale. Chiedono di essere ascoltate ed ascoltati dalla politica regionale e di far arrivare al governo nazionale le loro giuste rivendicazioni, la loro necessità di continuare ad avere un futuro lavorativo e sociale dignitoso nel territorio aquilano». Auspica l’individuazione di una soluzione in grado di salvare i 100 posti di lavoro anche il sindaco Pierluigi Biondi, che ieri ha incontrato una delegazione di operatori: «i tratta di una questione», ha commentato il sindaco, «he ho seguito sin dal principio. Avevo già sottolineato come il caso non potesse essere ridotto alla dimensione locale. Ne avevo già parlato, infatti, con il sottosegretario Fausta Bergamotto, che ha già incontrato i lavoratori e i loro rappresentanti. La strada della clausola sociale è molto complessa, ma è necessario trovare una soluzione coinvolgendo nel confronto Arera e, successivamente, i player che sono interessati dalle gare che verranno bandite. Certo è che L’Aquila non può permettersi, in questa fase così importante di crescita, di perdere forza lavoro. Come istituzione siamo al fianco dei lavoratori e non faremo mancare loro il nostro sostegno». Lo scorso 28 novembre la vertenza è approdata in prefettura, con la consegna al prefetto Giancarlo Di Vincenzo di una relazione da sottoporre all’attenzione del Governo centrale. I sindacati hanno sollecitato un confronto anche con la Regione Abruzzo, mentre dal consigliere dell’opposizione Paolo Romano è arrivata la richiesta di un consiglio comunale straordinario dedicato alla vertenza del Tecnocall di Monticchio.
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