Telefonate moleste, donna condannata

21 Marzo 2018

Confermati in appello sei mesi inflitti dopo la denuncia per stalking del suo ex che affermò di essere stato pedinato

L’AQUILA. La Corte d’appello ha confermato la condanna a sei mesi di reclusione, con i benefìci di legge, a carico di un’ex funzionaria del Tar accusata del reato di stalking.
Si tratta di Rita Massaro, che è stata condannata per atti persecutori nei riguardi dell'ex compagno.
Secondo le accuse la donna, che è nativa di Trasacco, mossa da una irrefrenabile gelosia, si appostava al di fuori dell'abitazione del suo ex, lo pedinava e telefonava ripetutamente anche seguendolo a bordo della sua macchina.
Questo comportamento, secondo quanto sostenuto dall'accusa, cagionava all'uomo un perdurante stato ansiogeno e, comunque, veniva ingenerato un fondato timore per la propria incolumità.
Un atteggiamento, secondo le tesi dell'accusa, che avrebbe indotto forzatamente l'uomo ad alterare le proprie abitudini di vita. Ed è questo l'aspetto sul quale poggia le basi il reato di atti persecutori. Nel corso del giudizio il pm onorario ha chiesto la conferma del primo grado. Anche la parte civile, tramite gli avvocati Fabio Alessandroni e Daniela Napoleone, ha insistito nella richiesta di condanna sostenendo che l'imputata avesse attuato delle modalità investigative per controllare l'uomo nei suoi movimenti quasi come quelle che adopera la polizia. Tesi che sono state smontate solo in parte dalla difesa. Già nel primo processo il pm aveva chiesto una condanna di otto mesi di reclusione, ma il giudice ne inflisse sei. Ora il caso si sposta in Cassazione dove la difesa, che ha sostenuto l’inconsistenza delle accuse, intende ricorrere quando saranno note le motivazioni. È stato anche chiesto un risarcimento dei danni che è stato rimesso alla valutazione di un giudice civile. Le motivazioni, che saranno impugnate dalla difesa, saranno depositate dal collegio presieduto dal giudice Armanda Servino.
Nella giornata di ieri, inoltre, doveva essere celebrato anche il processo ai presunti responsabili del pestaggio ai danni del funzionario comunale Carlo Cafaggi che venne rapinato nella sua abitazione. Ieri il processo è stato rinviato in quanto due degli imputati, entrambi stranieri, sono in carcere e non sono state fatte in tempo le procedure per permettere loro di essere presenti. Sotto accusa ci sono l’aquilano Walter D'Alessandro e quattro stranieri. L’aquilano è accusato di essere il mandante, mentre Arjiane e David Gjnidi (29 e 24 anni) residenti a Teramo; Edmond Ginaidi (35), residente a Villa Vomano (Teramo) e Valentin Drugadi (35), secondo l'accusa sono gli esecutori della rapina che ha fruttato un bottino di numerosi Rolex e preziosi. Le difese contestano le accuse sotto ogni fronte. Il processo riprende il 5 giugno.
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