Telefonini in carcere, 7 detenuti a processo

25 Maggio 2023

Resta ai domiciliari il poliziotto penitenziario accusato di aver introdotto micro cellulari nella struttura

SULMONA. L’inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Sulmona sulla presenza di telefonini nelle celle dei detenuti di Sulmona approda in tribunale. Sette detenuti sono finiti davanti al giudice con l’accusa di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. Il processo è il risultato dell’indagine avviata nell’ottobre dello scorso anno quando alcuni detenuti furono sorpresi dagli agenti di polizia penitenziaria con micro cellulari in cella. La prima udienza è stata celebrata l’altro giorno e quasi tutti i legali che difendono i sette imputati, sarebbero orientati a percorrere la strada dei riti alternativi. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, risale allo scorso 25 ottobre quando un detenuto fu sorpreso con tre cellulari dietro le sbarre. Nel corso della perquisizione aggredì cinque agenti, mandandoli in ospedale. L’attività d’indagine si è poi allargata e ha portato recentemente all’arresto di un poliziotto penitenziario, Massimo De Santis 55enne originario di Campobasso ma da anni residente a Sulmona, accusato di aver introdotto tre micro cellulari nella struttura carceraria, destinati verosimilmente ai detenuti. L’uomo si trova ancora agli arresti domiciliari dopo la scarcerazione decisa dal tribunale del Riesame dell’Aquila. Intanto, sempre nei giorni scorsi, un detenuto finito sotto processo con la stessa accusa, è stato assolto. Si tratta di Emanuele Lopis, 35 anni originario di Catania. Nel corso del dibattimento è infatti emerso che l’apparecchio in uso al detenuto non era un telefonino ma un terminale per ascoltare la musica. (c.l.)
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