Telefonino in fiamme nel letto, si salva

Notte di terrore per una 77enne che vive da sola, riesce a spegnere il rogo. La nipote: «Fatto assurdo, sfiorata la tragedia»
CIVITA D’ANTINO. Il suo telefonino prende fuoco all’improvviso nel cuore della notte. Un’anziana rischia di bruciare viva nel sonno ma riesce a mettersi in salvo. Avrebbe potuto avere un tragico epilogo quanto accaduto a Renata Zagari, 77 anni, di Civita d’Antino, nella Valle Roveto. Come ogni notte, l’anziana vedova, che vive da sola, si è messa a dormire nel suo letto a baldacchino sistemando il cellulare vicino al cuscino per ogni eventuale evenienza.
«Nonna vive da sola e per stare più sicura, quando si mette a dormire, lo fa sempre con il telefono tra i cuscini», racconta la nipote Arianna, «in caso dovesse avvertire noi familiari per qualunque tipo di emergenza visto che ha 77 anni».
Anche qualche sera fa Renata si era coricata come sempre con il telefono nel letto quando, nel cuore della notte, si è svegliata all’improvviso tra le fiamme. D’istinto la vedova si è alzata per mettersi in salvo e poi, una volta intuito il pericolo, è corsa subito in bagno a riempire un secchio d’acqua riuscendo, da sola, a spegnere l’incendio. Le fiamme si erano già propagate ad entrambi i cuscini, al lenzuolo, fino ad arrivare al materasso sottostante. Annerito pure il muro dietro la testata del letto. Solo dopo aver domato le fiamme, la donna ha notato che il suo cellulare si era aperto in due mostrando il vano batteria e i circuiti interni completamente bruciacchiati. Così ha dedotto che l’origine del rogo era proprio il dispositivo mobile.
Solo per una caso l’incendio ha risparmiato i capelli e il pigiama della donna che ha davvero rischiato di essere arsa viva nel sonno. La 77enne non ha il telefono fisso in casa e quel cellulare, oramai distrutto, è l’unico contatto con i suoi familiari. Così non potendo avvertire figli e nipoti, ancora provata per l’accaduto, è uscita nel cuore della notte e ha bussato alla vicina di casa per chiederle aiuto.
«Il telefono non era attaccato al caricabatterie», specifica la nipote, «fortunatamente la testata del letto di nonna è in ferro battuto, non oso immaginare se fosse stata di legno, pellame o tessuto. Inoltre nonna ha i capelli lunghi e solo per un caso non le hanno preso fuoco, così come la stoffa del pigiama che indossava. Un fatto assurdo, poteva essere una tragedia. Dopo aver visto le condizioni del letto, credo che sia salvata solo per un miracolo».
La famiglia è intenzionata a presentare una denuncia. «Stiamo controllando se il dispositivo rientra tra i lotti difettosi richiamati in garanzia dalla casa madre», spiega l’avvocato Luca Casciere, che per conto della famiglia sta predisponendo una richiesta di risarcimento danni all’azienda. «Sicuramente», continua il legale, «coinvolgeremo anche l’Associazione nazionale consumatori con una segnalazione su quanto accaduto alla signora. Non oso immaginare quali gravi conseguenza avrebbe potuto subire se il cellulare fosse anche esploso».
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