Telenia annuncia 120 posti La cautela dei sindacati

Data center a Poggio Picenze, prime reazioni dopo il piano svelato dall’azienda Ciuca (Uil): «Massima apertura, ma no a false illusioni». Il nodo degli ex Intecs
L’AQUILA. Della realizzazione in città di un data center si era parlato nel 2016, quando furono presentati dalla Regione i 10 progetti di sviluppo occupazionale e produttivo da attivare con il contributo del 4% dei fondi per la ricostruzione. Per i sindacati, rimasti fermi a quella data, è stata quindi una sorpresa la notizia del prossimo insediamento, nel sito industriale di Varranoni tra Poggio Picenze e Fossa, dell’azienda Telenia, che sta per avviare le selezioni per assumere, nell’arco di due anni, tra le 100 e le 120 persone, soprattutto ingegneri delle telecomunicazioni, informatici e tecnici. L’iniziativa è stata illustrata nella sede di Confindustria, martedì scorso, da Alberto Serraiocco, presidente del consiglio di amministrazione della società, il cui capitale è detenuto, al 39%, da InAsset, uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni del Nordest. «Abbiamo appreso la notizia solo dalla stampa», spiega il segretario della Uilm Clara Ciuca, «pur essendo sempre attenti quando si parla di nuovi posti di lavoro. Un po’ di cautela, quindi, è d’obbligo. In un territorio come il nostro, dove l’occupazione è ancora in sofferenza, c’è la massima apertura alla collaborazione con chi investe e porta assunzioni, ma proprio per non creare false illusioni e viste le esperienze negative del passato, aspettiamo di essere convocati e di vedere fatti concreti». A destare interesse sono state anche le figure professionali da selezionare: L’Aquila è stata sempre all’avanguardia nel campo delle telecomunicazioni e attualmente ci sono una sessantina di ex ricercatori della Intecs rimasti senza lavoro, la cui ricollocazione veniva data per prioritaria in caso di nuovi insediamenti.
«Il progetto è interessante», afferma il segretario della Fim Giampaolo Biondi, «visto che va a inserirsi in un settore “storico” per la nostra città. E non ci dimentichiamo che ci sono diverse professionalità da ricollocare che combaciano con i profili richiesti. Le assunzioni annunciate, che non sono poche, potrebbero dare spazio a chi è stato licenziato. Dobbiamo però constatare che siamo ancora in una fase preliminare: non si conoscono né i tempi di apertura della nuova azienda, né quando partiranno le selezioni. Neppure che tipo di contratti verranno proposti. E anche il sito individuato, ex Edimo, non è ancora disponibile». Per il segretario della Fiom Elvira De Sanctis «serve più concretezza, prima di esprimere opinioni su questo nuovo progetto, di cui non siamo stati messi al corrente. Innegabile che ci sia attinenza tra le figure professionali richieste e gli ex ricercatori della Intecs licenziati un anno fa».
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