Tempera, si punta sull’aggregazione

11 Ottobre 2017

Obiettivo: avere spazi per tenere unita la comunità Scimia: «Laboratori teatrali e artistici per i nostri ragazzi»

L'AQUILA. I piani sequenza di “Profondo rosso” si alternano sul grande schermo e le tastiere di Claudio Simonetti rendono, se possibile, ancora più vero il film cult di Dario Argento. La platea del Centro culturale di Tempera si gode un viaggio nel tempo attraverso quarantanni di storia del cinema e una serie di illusioni ottiche mozzafiato. Da quando è stato inaugurato – grazie ai fondi della Tavola Valdese – il Centro è diventato un punto di riferimento per il progetto Case e per tutta la frazione, catalizzando energia e creatività dell'Associazione Tempera onlus, sorta durante il periodo delle tendopoli allestite in seguito al sisma del 6 aprile.
Un'isola felice all'interno di un contesto fatto di cemento e laminati bianchi. Perché una delle difficoltà del nostro tempo è quella di avere dei luoghi di aggregazione adeguati, soprattutto per i più piccoli. Saranno le nuove generazioni a garantire la sopravvivenza dei progetti Case, in prima istanza e poi delle nostre comunità. Ne è consapevole Rosanna Scimia, presidente del sodalizio che dal 2009 a oggi conta iniziative le cui locandine hanno già riempito un'intera parete. Laboratori di scrittura e teatro, performance artistiche e seminari musicali con gente come Simona Molinari e Paul Gilbert che resta uno dei 50 chitarristi rock più veloci al mondo. Fare tutto questo dentro un edificio moderno dotato di auditorium, ludoteca, sala ricreativa e biblioteca con oltre 2.500 volumi catalogati.
«Anche così si tiene unito un gruppo territoriale», sottolinea la donna, «all'interno di un progetto Case che per fortuna è a dimensione di questa frazione che conta oltre 1.200 persone».
UN PO' DI CIFRE. Il progetto Case conta 9 palazzine per un totale di 210 appartamenti. Al momento si contano 421 residenti negli appartamenti antisismici a cui si aggiungono 24 persone nell'area Map di Tempera San Biagio e 29 in quella di Tempera Sant'Angelo. Tra gli aspetti positivi c'è la vicinanza al paese e il servizio di trasporto pubblico relativamente comodo, oltre a un buon numero di aree verdi, molte delle quali sono dotate di giochi e installazioni per i bambini. Lo stesso Centro culturale ha allestito uno spazio infanzia.
LE ROSE E LE SPINE. Certo, i disagi non mancano e non si limitano alle difficoltà, talvolta, di parcheggiare o agli interventi di manutenzione non sempre puntuali. Lo scorso anno, di questi tempi, la Guardia di finanza ha scoperto una piccola centrale di spaccio di droghe leggere e droghe pesanti, seguendo un anomalo via vai di persone nei pressi dell'altrimenti tranquillo quartiere Case. Un fenomeno per fortuna isolato, del resto questa zona non è certo nota per particolari segnalazioni di cronaca. A differenza di Paganica, dove si vivono ben altre dinamiche sociali, anche la componente migratoria è fatta di famiglie insediate qui 20-25 anni fa e quindi piuttosto integrate, specie le seconde generazioni.
IL BAR BIANCA. Non tutti i Progetti case hanno dei locali di riferimento. A Tempera, invece, basta una piccola stradina per raggiungere un ponticello sul fiume Vera. Proprio lì c'è il bar storico della frazione gestito da oltre 56 anni da Bianca Ghizzoni (che di anni ne ha 80). Il bar Intervera è una specie di istituzione. «Ogni giorno», spiega la signora Bianca, «serviamo molti residenti del Progetto Case, siamo aperti dalla mattina fino a sera. Praticamente lavoriamo fino a quando c'è gente, anche le 23 o mezzanotte». Generazioni e generazioni di avventori.(3/continua)
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