Tempio crematorio, altri no

4 Febbraio 2017

Anche l’ex sindaco Leonardis si schiera contro il progetto

SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. «In assenza di una normativa regionale e nazionale specifica sui forni crematori sarebbe opportuno temporeggiare, prima di adottare una decisione irreversibile che condizionerà i prossimi anni, importanti per dare una nuova prospettiva al paese».

Anche l’ex sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, Ezio Leonardis, si schiera contro il forno crematorio che il Comune ha in animo di realizzare tramite project financing. In una lettera aperta, indirizzata all’attuale sindaco, Silvano Cappelli, Leonardis evidenzia come «nel cimitero monumentale, sulla sinistra, vi è un’ampia area con tombe a terra che ben si presta alla realizzazione di un loculario. Penso, inoltre, all’ossario comunale e alla cappella della Congregazione dell’Annunziata: strutture che possono essere recuperate e adeguate alle nuove esigenze di ampliamento del cimitero».

Leonardis parla di un «possibile danno di immagine irreversibile per San Demetrio, a fronte di un ritorno di qualche spicciolo per le casse comunali» e invita il sindaco «a posticipare la decisione, in mancanza di una legislazione adeguata».

Nell’ultimo consiglio comunale, la minoranza ha chiesto il ritiro della delibera che stabilisce la realizzazione di un tempio crematorio nell’area di ampliamento del cimitero. Richiesta rigettata.

Questo pomeriggio, alle 17,30, alla sala Aurora, si terrà l’incontro informativo “Un impianto di cremazione sul nostro territorio è davvero un’opportunità?”, con la partecipazione di Giovanni Fazio, dell’associazione Medici per l’ambiente, Fabrizio Puce, del comitato No forno di Batrugno (Lecce) e del dottor Samuele Di Giovanni, dell’ospedale regionale San Salvatore dell’Aquila. (m.p.)

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