Tempio italico, danni dal vento

29 Marzo 2015

Castel di Ieri, spazzata via parte della guaina della copertura: rischio pioggia sui reperti archeologici

CASTEL DI IERI. Si stacca parte della copertura del tetto del Tempio italico di Castel di Ieri. Enormi pezzi di guaina, molto probabilmente strappati dal vento, sono finiti a ridosso dei gradini in pietra del monumento che risale al II secolo avanti Cristo.

Una presenza segnalata da alcuni escursionisti, che oltre a non fare della struttura un buon biglietto da vista, rischia di rovinare i gradini in pietra utilizzati per l’accesso all’area sacra.

La guaina si è sparsa anche nella zona circostante il reperto storico, ma la preoccupazione più grande è ora rappresentata dalle infiltrazioni che potrebbero iniziare a trapelare dall’enorme cupola in legno posta a copertura del tempio. Quest’ultima, ha perso una consistente porzione di guaina che serviva a rendere il tetto impermeabile, mentre brandelli di materiale sono ancora attaccati provvisoriamente alle assi di legno.

L’acqua piovana potrebbe infiltrarsi nella copertura e cadere direttamente su mosaici, reperti e gradini che formano l’importante testimonianza storica.

Uno scenario quanto mai da scongiurare dato che l’acqua potrebbe, oltre che compromettere il tetto stesso, portarsi dietro anche altre sostanze chimiche, in grado di danneggiare i reperti. Evento verificatosi già in passato quando, proprio la corta copertura, aveva consentito all’acqua di scolo dal tetto, di cadere sui gradini, striandoli in alcuni punti di verde. Successivamente ci fu un intervento per allungare la copertura.

Solo di recente, grazie anche all’impegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fernando Fabrizio, il Tempio italico è stato dotato di un impianto elettrico che rende le sue visite notturne un’esperienza unica.

Federico Cifani

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