Tentata truffa al Comune, tre indagati

17 Ottobre 2014

L’accusa: false attestazioni al fine di ottenere rimborsi per restauri in un edificio mai fatti o eseguiti solo in parte

L’AQUILA. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo del giudice per le indagini preliminari del tribunale aquilano Giuseppe Romano Gargarella, emesso su richiesta del procuratore della Repubblica Fausto Cardella e del sostituto procuratore David Mancini, hanno sequestrato 500mila euro, che rappresenta il provento della presenta tentata truffa commessa ai danni del Comune dell’Aquila.

I soldi erano su un conto corrente per la ricostruzione di immobili danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.

Il sequestro giunge al termine di indagini di polizia giudiziaria svolte dalla Guardia di Finanza sulla riparazione delle parti comuni di un complesso residenziale composto da 70 appartamenti, che si trova in zona Piazza d’Armi.

A fronte di un contributo riconosciuto per la ricostruzione per un importo complessivo di 9.500.000 euro circa, l’impresa affidataria, una società di capitali di Verona, la «Mazzi» attualmente in concordato preventivo, aveva rendicontato lavori in realtà non eseguiti in tutto o in parte per un importo di mezzo milione di euro, ancora da fatturare e liquidare.

All’aggravarsi delle difficoltà economiche dell’impresa, il suo amministratore delegato, Paolo Mazzi della provincia di Verona, in concorso con il progettista e direttore dei lavori, Giacomo Di Marco 68 anni, aquilano e l’amministratore di condominio, Antonio Del Re 49 anni, aquilano, avrebbero compilato e presentato documenti attestanti i falsi lavori realizzati. Ora i tre sono indagati, con accuse tutte da dimostrare, per il reato di tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità materiale commessa da privato in atto pubblico.

La ditta Mazzi è una di quelle che più di altre hanno lavorato nel post-sisma al punto da accaparrarsi lavori per cento milioni di euro. Nonostante questo ha avuto problemi di liquidità al punto da dover cedere quei lavori a un’altra grossa impresa.

I lavori appaltati alla Mazzi, dunque, sono davvero tanti. Alcuni dei quali in centro storico come palazzo Pica Alfieri e altri edifici ancora come un antico palazzo nel quartiere di Santa Giusta.

Altri lavori sono stati effettuati in viale De Gasperi, nel quartiere della Banca d’Italia, in via Filomusi Guelfi oppure in via Veneto, non lontano dalla basilica di San Bernardino. Un grande cantiere della mazzi era stato avviato lungo viale Francesco Crispi e Porta Napoli nei pressi della villa comunale.

I problemi economici della Mazzi sarebbero stati causati dal ritardati pagamenti per una lavori fatti senza che lo Stato abbia poi erogato i finaziamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA