Tentata violenza, il 63enne resta in cella

22 Febbraio 2020

Il giudice convalida l’arresto avvenuto mercoledì notte dopo le grida della donna avvertite da un vicino di casa

L’AQUILA. Nega ogni addebito di fronte al giudice. Respinge l’accusa di aver tentato di violentare una donna di 30 anni dopo averla accolta nella sua casa, al Torrione, dove voleva ospitarla per la notte. Al termine dell’udienza condotta dal giudice Guendalina Buccella, alla presenza del pubblico ministero, per l’aquilano Franco Andreucci, di 63 anni, si sono di nuovo aperte, ieri all’ora di pranzo, le porte del carcere delle Costarelle. L’arresto dell’uomo, che si è presentato a palazzo di giustizia assistito dall’avvocato di fiducia Giovanni Coletti, è stato convalidato. E il giudice ha disposto, contestualmente, la misura cautelare della custodia in carcere, non ritenendo sufficienti gli arresti domiciliari.
LE INDAGINI. Il sospettato, apparso provato, ha risposto alle domande dei magistrati e, sostanzialmente, ha respinto l’accusa che la donna, quella notte, ha gridato con forza: «Quell’uomo mi ha violentata». Sono state proprio le urla della vittima, udite dal vicino di casa, a far scattare l’allarme e a far piombare in piena notte, nell’abitazione del quartiere del Torrione, gli agenti della squadra Volante. Gli stessi poliziotti hanno poi allertato il 118 arrivato con un’ambulanza per soccorrere la donna, trasportandola al pronto soccorso dell’ospedale dove è scattato il protocollo previsto per i casi di violenza. Le indagini ulteriori saranno affidate alla squadra Mobile. Del resto, sono ancora tanti i punti oscuri da chiarire attorno a una vicenda sulla quale l’obiettivo primario è quello di tutelare la vittima del reato, che è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di 15 giorni, e sarà riascoltata nelle prossime ore, non appena le sue condizioni psicofisiche lo permetteranno. È stato proprio il racconto della donna, unitamente al riscontro degli esami medici eseguiti di notte in ospedale, a far scattare l’arresto nell’immediatezza dei fatti. Al vaglio anche la posizione di un secondo uomo, che per motivi ancora in corso di accertamento si trovava all’interno dello stesso appartamento durante la nottata di paura, quella tra mercoledì e giovedì. All’1,30 l’intervento della polizia e, poche ore dopo, l’arresto. Sarà sentito di nuovo, e potrà chiarire anche come e perché non sia riuscito a intervenire per evitare la violenza.
LO SCENARIO. Un appartamento completamente al buio. E la presenza massiccia di bevande alcoliche che sarebbero state consumate all’interno dell’appartamento. Questi i primi elementi dai quali gli investigatori potranno svelare il contesto nel quale sono maturati i fatti. Si scava nelle vite dei protagonisti, e nei loro legami, per mettere a posto i pezzi di un puzzle ancora da completare.
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