Teodora e il figlio colpiti nel sonno «Li ha uccisi con oltre 50 oggetti»

1 Febbraio 2021

In casa sequestrati cavatappi, lampade e borracce in metallo utilizzati dal padre e marito assassino Molte le frasi contro le violenze che la psicologa scriveva sui social. In settimana funerali a Roccacasale

ROCCACASALE. La panchina rossa posizionata sul belvedere di Roccacasale, in occasione della festa della donna, l’aveva resa piena di felicità. Aveva ringraziato lo zio, vicesindaco del paese, per aver raccolto quella che voleva fosse una sua iniziativa. Come quella foto postata su Facebook con un paio di scarpe rosse, con il tacco lungo e sottile, per sottolineare il suo impegno contro la violenza sulle donne. Due immagini che racchiudono l’essenza di quello che era il suo pensiero, quello di donna e madre impegnata contro i soprusi e le angherie che ogni giorno vivono le donne. Alla luce della tragedia rappresentano quasi un presagio per Teodora Casasanta, la psicologa 39enne originaria di Roccacasale massacrata assieme al figlio Ludovico di 5 anni dal marito Alexandro Vito Riccio. «La donna va amata, punto e basta», ha commentato lo zio della vittima, Agostino De Simone, «quello che abbiamo scritto sulla targa della panchina lo voglio leggere: «No alla violenza in ogni sua forma. Quindi l’amore vince su tutto. Questo è il messaggio che chiunque può dare affinché la donna venga rispettata in tutto». Alexandro Riccio, invece, ha pensato solo a cancellare la sua esistenza e quella di suo figlio. «Vi porto via con me» ha scritto nel biglietto lasciato in cucina. Prima di lanciarsi dal balcone della sua casa di Carmagnola nel tentativo, non riuscito, di suicidarsi. Adesso è piantonato nel reparto detenuti dell’ospedale delle Molinette di Torino, mentre i carabinieri cercano di ricostruire la dinamica della strage.
LA SCENA DEL DELITTO. Nel corso del sopralluogo nell’appartamento, i militari hanno sequestrato oltre 50 oggetti che l’assassino ha utilizzato per sterminare la sua famiglia. Compreso il cavatappi con il quale ha colpito suo figlio alla gola, anche bottiglie, una borraccia in metallo, lampade, una cornice e tutte le suppellettili che gli sono capitati a tiro. I carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Laura Deodato del tribunale di Asti, vogliono anche capire perché il corpo di Ludovico si trovasse lungo il corridoio e se il piccolo sia stato svegliato dalle urla della madre o abbia tentato di scappare dalla furia omicida del padre. La donna, invece, è stata colpita nel sonno e presumibilmente ha tentato di difendersi.
NUOVO SOPRALLUOGO. Tutti particolari che sarà possibile accertare in un nuovo sopralluogo che gli inquirenti hanno già programmato nell’appartamento di via Barbaroux. Nel frattempo, è arrivata la conferma dalla Procura astigiana che l’autopsia sui corpi delle vittime sarà svolta nella giornata di oggi. Subito dopo le salme saranno riconsegnate ai familiari per i funerali che saranno celebrati nel piccolo paese alle pendici del monte Morrone.
MESSAGGIO DA CARMAGNOLA. Intanto, la sindaca di Carmagnola, Ivana Gaveglio, ha telefonato alla madre di Teodora, Alfonsina, ancora sotto choc, mettendosi a disposizione per qualsiasi evenienza. «Non è stato ancora deciso nulla e sono molto scossi, come è normale. Io come rappresentante dell’amministrazione ci tenevo a far sapere che siamo a loro disposizione per aiutarli in questo momento tragico», ha detto la sindaca del paese, dove Teodora aveva scelto di vivere insieme al marito e al piccolo Ludovico. Un rapporto che negli ultimi tempi si era incrinato, tanto che Teodora aveva più volte manifestato al marito la volontà di separarsi. Una decisione dì che Alexandro Riccio non ha mai accettato. Non voleva perderli per nessuna ragione al mondo, tanto da arrivare ad uccidere le persone che amava più di ogni altra cosa al mondo. Oggi la madre e il fratello di Teodora, accompagnati dal vicesindaco di Roccacsale, dovrebbero raggiungere il Piemonte per poter rivedere per l’ultima volta la figlia e il nipote prima di prendere in consegna le salme che saranno riportate in Abruzzo per la tumulazione. Anche se il medico di famiglia ha sconsigliato alla madre, proprio in relazione alle sue condizioni attuali, qualsiasi spostamento.
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