Terapia del dolore, al via nuovo servizio domiciliare

28 Dicembre 2014

La Asl: «In breve tempo ci sono state già 70 visite nelle abitazioni dei malati» L’iniziativa poggia sulla sinergia tra i medici di famiglia e gli specialisti

L’AQUILA. Malati non più soli a casa a combattere il dolore grazie a un nuovo servizio attivato dalla Asl 1 – con il varo di un nuovo modello organizzativo – che dà vita a una Rete aziendale che comprende ospedali, hospice (per malati gravi) e assistenza domiciliare.

«In virtù di un progetto dell’azienda sanitaria» scrive la Asl in una nota «la prestazione specialistica a domicilio di terapia del dolore e cure palliative non è più un intervento sporadico bensì un vero e proprio diritto del malato. Dal 18 novembre scorso, infatti, la Asl 1 ha avviato la nuova attività domiciliare per il supporto di pazienti affetti da patologie terminali (oncologiche e non) e/o da dolore cronico, nell’ambito del progetto-obiettivo di rilievo nazionale: “Sviluppo dell’assistenza domiciliare palliativa specialistica”. Il progetto, finanziato dalla Regione con circa 700.000 euro, dà seguito a quanto stabilito dalla legge sul diritto del malato a non soffrire.

Il progetto, relativo all’attività domiciliare, è inquadrato all’interno della nuova Rete aziendale delle cure palliative e della terapia del dolore, istituita di recente, il cui coordinatore è il professor Franco Marinangeli, attuale responsabile di anestesia, terapia del dolore e cure palliative a direzione universitaria, nonché responsabile dell’hospice “Casa Margherita” dell’Aquila, nell’ex Onpi. L’attivazione del progetto, in poco più di un mese, ha assicurato – tra le aree di L’Aquila, Avezzano e Sulmona - circa 70 visite specialistiche nelle abitazioni dei malati. Al di là di questo primo, importante risultato, l’obiettivo della nuova Rete è quello di coordinare al meglio la “triangolazione operativa” tra ospedali (L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Castel di Sangro), hospice e Adi, coinvolgendo attivamente i medici di famiglia. E’ il Medico di medicina generale, infatti, a richiedere la visita dello specialista (terapista del dolore, oncologo, palliativista) a casa del paziente. L’équipe multidisciplinare della Asl (che comprende anche il medico del distretto sanitario di base) valuterà, a seconda dei casi, se l’utente debba essere indirizzato all’hospice, trattato in ospedale per patologie acute o seguito in Adi (Assistenza domiciliare integrata). «Si tratta di una svolta» continuna la Asl «che risponde alla necessità di carattere sociale, alla luce delle forti difficoltà economiche e logistiche di molte famiglie, che spesso restano sole a gestire i propri cari malati. La sinergia tra medico di famiglia e specialisti, insomma, getta le basi per un percorso di assistenza e cura e già dai primi mesi del 2015 vi saranno meeting di formazione e incontri con la popolazione sul nuovo modello di assistenza».

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