«Terremoti, la cura delle anime» Giornata di studio con la diocesi

Così all’Aquila si pone l’attenzione sul dolore di chi ha perso tutto e sui traumi lasciati dalle catastrofi Tra gli ospiti suor Alessandra Smerilli della Santa Sede e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio
L’AQUILA. L’Aquila “Capitale del Perdono” ma anche punto di riferimento della Chiesa universale della “Pastorale dell’emergenza”. L’arcivescovo, cardinale Giuseppe Petrocchi, dopo aver portato all’Aquila Papa Francesco – che ha “aperto al mondo” la Porta Santa di Collemaggio – ed aver focalizzato l’attenzione sul “terremoto dell’anima” ora fa un ulteriore passo per trasformare la tragica esperienza del sisma 2009 – che ha segnato una cesura nella storia del capoluogo abruzzese – in una “scuola” per tutti coloro che vogliono diventare dei “samaritani”, capaci cioè di «un’azione integrale a sostegno delle vittime delle calamità».
PROTEZIONE DELL’ANIMA
Se si volesse fare un’ardita semplificazione si potrebbe dire che all’Aquila, grazie alla Chiesa locale, sta nascendo una “Protezione civile nazionale” che, andando oltre l’assistenza materiale, pone l’attenzione sul dolore di chi ha perso tutto e sulle ferite che esperienze tanto traumatiche lasciano a lungo, a volte per sempre, nel profondo dell’anima. Una “Protezione civile” capace di utilizzare gli strumenti dell’amore per il prossimo, della vicinanza disinteressata, dell’accoglienza, della condivisione e naturalmente della fede.
IL CONVEGNO
Sui temi della “Pastorale dell’emergenza” e della “Carità samaritana” sabato 28 ottobre nella sala Ipogea di palazzo dell’Emiciclo (Villa comunale) si svolgerà il secondo convegno nazionale “Il Terremoto dell’anima”. A scorrere la lista dei partecipanti si capisce subito che la Chiesa aquilana è riuscita a coinvolgere personalità di spicco a partire da suor Alessandra Smerilli, segretaria del Dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale. L’iniziativa del cardinale Petrocchi va dunque ben al di là delle mura cittadine e arriva a coinvolgere la Chiesa universale. Ci sarà Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio che parlerà del «dramma della guerra, le sue conseguenze e la pace». E poi don Marco Pagniello, direttore della Caritas italiana, monsignor Domenico Pompili, oggi vescovo di Verona, che da vescovo di Rieti ha vissuto in prima persona il dramma del terremoto del Centro Italia del 2016, e il professor Andrea Lombardinilo, docente di sociologia della D’Annunzio. Il convegno del 28 ottobre è stato presentato ieri oltre che da Petrocchi, dal vescovo coadiutore monsignor Antonio D’Angelo, da don Claudio Tracanna e da don Daniele Pinton che sarà il moderatore della giornata di studio. Il programma del convegno prevede alle 18.15, nella chiesa del Suffragio in piazza Duomo, una messa in memoria delle vittime di tutte le calamità. Il sisma che ha colpito L'Aquila nel 2009 – inizio di una serie di tragedie naturali che hanno segnato anche altri territori nel Centro Italia e di recente paesi come Turchia, Siria, Marocco e Afghanistan – ha suscitato, è stato detto durante la conferenza stampa «analisi sociali, economiche, strutturali, e hanno posto domande alle comunità ecclesiali sulle modalità tipiche di intervento delle Caritas locali e nazionali. In particolare l’attenzione ora si volge agli operatori pastorali, ai volontari, agli insegnanti, ai giornalisti e agli psicologi, chiamati a mettere in campo specifiche azioni di sostegno verso le persone che, colpite da queste calamità, sviluppano effetti post-traumatici, che sono veri e propri sciami problematici post-sismici che possono essere definiti traumi sommersi». In apertura del convegno ci saranno i saluti istituzionali del presidente della Regione, Marco Marsilio, del vice presidente del consiglio regionale Roberto Santangelo e del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Previsti interventi, fra gli altri, del rettore dell’Università Edoardo Alesse e della rettrice del Gssi, Paola Inverardi.
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