terremoto 2009»IL LUOGO-SIMBOLO

L’AQUILA. Le fontane sono senza acqua, l’erba tutt’intorno è alta, c’è ancora il recinto di plastica arancione del cantiere. L’inaugurazione del Parco della Memoria, il luogo simbolo dedicato alle...
L’AQUILA. Le fontane sono senza acqua, l’erba tutt’intorno è alta, c’è ancora il recinto di plastica arancione del cantiere. L’inaugurazione del Parco della Memoria, il luogo simbolo dedicato alle vittime del terremoto del 2009, è stata rimandata a causa della pandemia, ma era attesa tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Chi arriva a Piazzale Paoli trova invece uno spazio inaccessibile e quasi abbandonato, che spesso la sera diventa ritrovo per i giovani, tra rifiuti e sporcizia.
LA STORIA. Il taglio del nastro, inizialmente previsto per il 5 aprile, il giorno precedente al dodicesimo anniversario del sisma, era stato rinviato su richiesta degli stessi familiari delle vittime, per poter permettere a un numero maggiore di persone di partecipare alla cerimonia. «Abbiamo aspettato 12 anni per vedere realizzato questo luogo simbolico», aveva spiegato la portavoce del Comitato dei familiari delle vittime del sisma, la compianta Antonietta Centofanti, «e ci dispiacerebbe se a poter partecipare fossero in pochissimi, magari neanche tutti i parenti delle vittime». Nel frattempo, andavano ultimati i lavori, in gran parte opere di rifinitura, e il sindaco Pierluigi Biondi aveva annunciato l’apertura al pubblico non appena si fossero allentate le restrizioni legate all’emergenza sanitaria. Lo scorso 20 marzo c’è stata la posa dell’obelisco di 15 metri che sovrasta la fontana monumentale nella cui vasca sono incisi, in rilievo, i nomi delle vittime. L’opera, realizzata con fondi comunali e con donazioni effettuate dalla società Eataly e dalla Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza, vede la luce al termine di lungo iter, visto che il progetto vincitore del concorso di idee lanciato dal Comune risale al 2013. Terminato il posizionamento delle lastre con incisi i nomi delle 309 vittime, retroilluminate, sono state installate anche le panchine, con la sistemazione dell’area verde. Le vasche della fontana monumentale, inizialmente riempite con l’acqua, sono, però, attualmente vuote. Dopo alcune prove tecniche, infatti, la fontana è rimasta quasi sempre spenta. In occasione del 6 aprile, i vigili del fuoco avevano appeso tra due alberi il grande telo con i nomi di chi quella notte ha perso la vita, che fino al 2019 ha aperto la fiaccolata commemorativa, sospesa per il secondo anno consecutivo per la pandemia. Poi quel telo, nel maggio scorso, era stato strappato via forse dal vento forse da una mano ignota. Ora la priorità è ridare decoro e aprire il parco. Il sindaco Pierluigi Biondi, in attesa che venga fissata la data di apertura, fa sapere che «l’intervento sul verde è programmato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

