Terremoto a Campotosto, oltre 50 edifici da demolire

Gli stabili danneggiati a causa delle scosse sismiche dello scorso 18 gennaio in paese e nelle sue tre frazioni, Mascioni, Poggio Cancelli e Ortolano
CAMPOTOSTO. Sono almeno 50 gli edifici da demolire nel comprensorio di Campotosto - in paese e nelle sue tre frazioni, Mascioni, Poggio Cancelli e Ortolano - a causa delle scosse sismiche dello scorso 18 gennaio: è quanto emerge dalle prime verifiche effettuate. Lo rende noto il consigliere comunale Alberico Quintiliani. Si tratta di un numero ancora provvisorio, che, tuttavia, aiuta a comprendere i contorni del dramma strutturale di quattro paesi «inagibili all'80%», come emerge dalle prime ordinanze di istituzione zona rossa emesse dal sindaco Luigi Cannavicci.
Il paese, a causa dell'emergenza sisma, ha dovuto rinunciare anche ad uno dei suoi luoghi simbolo: la piazza principale. Il primo cittadino ha stabilito, tramite un'ordinanza, lo sgombero totale della piazza della Chiesa, per fare spazio ai mezzi di soccorso e alle attività commerciali, al momento prive di mura agibili. Una volta superato il periodo dell'emergenza, le attività commerciali saranno temporaneamente sistemate nell'area ex Comune/Asilo, dove sono già in corso i lavori di demolizione della struttura.
In Abruzzo fanno parte del cratere 14 comuni: Campotosto, Capitignano, Montereale, Rocca Santa Maria, Valle Castellana, Cortino, Crognaleto, Montorio al Vomano, Campli, Castelli, Civitella del Tronto, Torricella Sicura, Tossicia e Teramo. Ieri è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto terremoto ("Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017") che si compone di 29 pagine e 18 articoli: è il documento che detta le nuove regole a sostegno dei Comuni del cratere sparsi in 4 regioni (Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo), colpiti dai terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre scorsi. Non ci sarà la zona franca ma il pagamento delle tasse, per le persone e per le imprese, sarà sospeso. Tra le altre misure ci sono anche sostegni alle fasce più povere, nuovi aiuti alle ditte agricole e strumenti che hanno l'obiettivo di abbattere i tempi della burocrazia.

