Terremoto durante la pandemia: le regole su come comportarsi

Ecco i dettagli del piano aggiornato dal Comune: ribadita la necessità di seguire le norme alla lettera Per la comunicazione è previsto il ricorso a internet e ai social network per diffondere le informazioni
L’AQUILA. La giunta comunale, con una delibera, ha aggiornato il piano di Protezione civile dando indicazioni sul comportamento da attuare, in particolare, in caso di terremoto in periodo di pandemia. Ecco cosa prevede il Piano.
KIT di EMERGENZA
Preparare un kit di emergenza: la cosiddetta Safety-bag. Questa deve contenere il necessario per almeno 48 ore: acqua, alimenti confezionati non deperibili, indumenti e calzature adatti alla stagione, intimo di ricambio, kit di pronto soccorso, guanti, mascherine, gel igienizzanti, medicinali abituali e farmaci di uso occasionale (antipiretici, antibiotici, fermenti), elenco dei numeri utili, torcia e radio a batterie (con batterie di scorta), copia dei documenti di identità e bancari, copia delle chiavi (casa, auto, camper, case secondarie), contanti, caricabatterie e alimentatori auto per il cellulare, antipioggia, coperte o teli termici, sacchi a pelo e materiali da campeggio se a disposizione; conservare questo kit in un luogo facilmente raggiungibile dell’abitazione e i materiali più ingombranti, ad esempio, in macchina o in garage. Fondamentale che tutti i componenti del nucleo familiare abbiano a priori stabilito un punto di ritrovo comune dove ricongiungersi in caso di emergenza.
DURANTE LA SCOSSA
Durante la scossa è decisivo mantenere la calma e trovare riparo da eventuali cadute di oggetti o detriti; ottimo riparo può essere costituito da tavoli, letti, vani delle porte.
DOPO LA SCOSSA
A seguito di una scossa di notevole entità, va valutata la possibilità di dover abbandonare l’abitazione (con esclusione di Progetto Case e Map) al fine di raggiungere le aree di attesa individuate nel piano di Protezione civile comunale. Prima di uscire, però, assicurarsi di aver disattivato gli impianti (acqua, luce e gas) e non utilizzare l’ascensore.
AREE DI ATTESA
All’arrivo nelle aree di attesa mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; se non si ha a disposizione una mascherina, coprire naso e bocca utilizzando un tessuto spesso tipo una sciarpa. Se è necessario pernottare in ambiente ristretto, o nell’autovettura, sarà importante adottare le precauzioni anzidette e un frequente ricambio d’aria. Non toccare o rimuovere le protezioni facciali finché non sia possibile distanziarsi o sostituirle. Se si è in quarantena o positivo al tampone per diagnosi coronavirus uscire da casa, se questa presenta danneggiamento o equilibrio precario di arredi o suppellettili, attendere in zona aperta, adiacente l’abitazione, l’arrivo del personale sanitario per il trasferimento in luogo sicuro. Nel frattempo, mantenere prima di tutto la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e indossare le protezioni facciali o una barriera in tessuto.
COMUNICAZIONE
“L’obiettivo strategico principale della comunicazione in emergenza”, si legge nel Piano, “è un’informazione corretta e tempestiva sull’evoluzione del fenomeno previsto o in atto, sulle attività di soccorso e assistenza messe in campo per fronteggiare le criticità, sull’attivazione di componenti e strutture operative del Sistema di protezione civile, sui provvedimenti adottati e, più in generale, su tutti quei contenuti utili al cittadino, sia nell’imminenza di un evento sia nelle fasi acute di un’emergenza, sia nelle successive attività (norme di autotutela, attivazione di sportelli, numeri verdi). Durante l’emergenza, l’informazione e la comunicazione dovranno essere chiare e precise. È pertanto necessario che il sindaco utilizzi mezzi idonei, con possibilità di ricorrere ad app, social network, internet, che siano gestiti in maniera opportuna al fine di evitare falsi allarmi o panico ingiustificato nella popolazione, nonché a mezzi tradizionali di comunicazione come altoparlanti su autovetture (in caso di emergenza, infatti, potrebbero verificarsi interruzioni più o meno prolungate delle reti)”.

