Test Covid dentro le scuole: gli esiti in tre ore ai cittadini

La macchina organizzativa mette a punto il meccanismo per i tamponi rapidi a tappeto In ogni punto prelievi capacità fino a 200 esami: si cercano medici in ospedale e volontari
L’AQUILA. S’inizia a intravedere il lieve calo nella curva dei contagi anticipato dagli esperti nei giorni scorsi: ieri in città sono stati registrati 18 nuovi casi sui 129 dell’intera provincia. Ma intanto è già partita la macchina organizzativa dello screening di massa che coinvolgerà la popolazione e oggi dovrebbero arrivare i 200mila tamponi rapidi inviati dal commissario Domenico Arcuri. Ci sarà una nuova videoconferenza tra Protezione civile, Asl e Comuni ed entro stasera dovrebbero venire fuori maggiori indicazioni sulle modalità operative.
PROTEZIONE CIVILE. «Stiamo lavorando come se fosse un’emergenza», dice Mauro Casinghini, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, che sta coordinando l’operazione. Sfumata l’ipotesi iniziale di attrezzare drive-in su tutto il territorio provinciale, si sta puntando sull’utilizzo di strutture chiuse, come scuole e sedi di circoscrizioni che siano di facile accesso e dove le persone che si sottoporranno al test potranno defluire con facilità. Ciascuno dei punti allestiti sarà in grado di effettuare 200 test: questo l’obiettivo. Le risposte saranno inviate a casa ai cittadini attraverso un sistema informatico entro 3-4 ore. «Stiamo contattando i sindaci per capire quali sono già pronti», aggiunge Casinghini, «e cercheremo di fare rete: ogni comune dovrà attivare le proprie strutture di emergenza».
IL NODO PERSONALE. Il problema principale resta il reperimento del personale destinato ai centri di prelievo: il direttore sanitario dell’Asl Sabrina Cicogna sta cercando di coinvolgere anche i medici ospedalieri e il personale che si renderà disponibile volontariamente. Ieri sera è tornato a riunirsi il comitato ristretto dei sindaci, presieduto da Pierluigi Biondi. Il presidente della Regione Marco Marsilio ha assicurato che «la macchina organizzativa sulla provincia è già partita». Lo scopo è di «individuare il maggior numero possibile di positivi, in particolar modo degli asintomatici, per evitare che la loro circolazione continui a diffondere il contagio». A Marsilio si rivolge il capogruppo Pd in consiglio comunale Stefano Palumbo, proponendo «di utilizzare i 200mila tamponi rapidi in arrivo per il tracciamento volontario che la Regione intende fare, iniziando dal mondo della scuola, sottoponendo obbligatoriamente a test tutti gli studenti abruzzesi e il personale scolastico, in modo da rendere possibile un rientro a scuola graduale, sicuro e soprattutto tracciato». Palumbo chiede, inoltre, che venga installato in ognuna delle 500 classi delle scuole del nostro comune un dispositivo di sanificazione, il cui costo è di circa 1.000 euro. Nel frattempo, l’Ufficio scolastico regionale ha confermato al sindaco Biondi che le istituzioni scolastiche potranno autorizzare la didattica a distanza per gli alunni che hanno in famiglia genitori in precarie condizioni di salute, che comportano una prolungata assistenza sanitaria. Il sindaco aveva sollevato il caso allo stesso ente, in seguito alla segnalazione di alcuni pazienti che necessitano di terapie salvavita continue. La richiesta dovrà essere accompagnata da certificazione medica.
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