Testa: «Nessuno stop per le chirurgie»
Il manager Asl rassicura il sindaco di Castel di Sangro Poi aggiunge: «Previsto un potenziamento nell’assistenza»
CASTEL DI SANGRO. Non si è fatta attendere la risposta del direttore generale della Asl, Roberto Testa, alla contestazione fatta dal sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, riguardo al provvedimento sulla limitazione delle attività dell'ospedale di Castel di Sangro. Testa ha infatti ritenuto necessario fornire delucidazioni, sottolineando che «l’attività chirurgica in ospedale non risulta interrotta, ma riorganizzata attraverso nuovi modelli di attività chirurgica, ambulatoriale e di day-surgery, nella garanzia delle attuali liste di attesa e dei setting assistenziali per le stesse, garantendo inoltre l’attività consulenziale. È previsto un potenziamento dell’offerta assistenziale attraverso l’attivazione di ulteriori ambulatori e si sta adempiendo a quanto prescritto dalla Regione per l’organizzazione e l’ottimizzazione degli spazi relativi al punto di raccolta del sangue. L’attenzione sull’ospedale è costante e continua, come testimoniato dagli interventi di carattere strutturale ed economico già posti in essere nel tempo e da quelli di stampo edilizio e tecnologico in corso di implementazione. Prossimamente l’ospedale ospiterà sanitarie dislocate su immobili in locazione e verrà reso attivo per le attività distrettuali l’immobile ad esso adiacente. Da ultimo», conclude Testa, «si sta valutando la sperimentazione di un modello di e-health per la medicina dello sport e per le patologie croniche». A intervenire nel dibattito anche l’assessore Nicoletta Verì, che commenta: «Il governo regionale ha operato una scelta ben precisa per l'ospedale e l'ha inserita nel documento programmatorio attualmente al vaglio del tavolo di monitoraggio ministeriale: un presidio di area disagiata, sede di pronto soccorso e con un totale di 34 posti letto. Sono consapevole delle difficoltà che si registrano a Castel di Sangro e mi sono già attivata con il direttore generale per trovare delle soluzioni idonee. Purtroppo si tratta di situazioni di carenza di personale comuni anche ad altri presìdi, che questa giunta ha avviato a soluzione con il via libera a 1755 nuove assunzioni entro il 2021. Siamo convinti che gli interventi in elezione siano la via per garantire la piena operatività dei presidi minori, ma anche per renderli più attrattivi per l'utenza e per i medici, che in tal modo non avranno difficoltà a sceglierli come sede di lavoro».
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