Thales Alenia, scatta lo sciopero

Niente finanziamenti per i progetti spaziali, lunedì i 300 dipendenti si fermeranno per quattro ore
L’AQUILA. Sciopero e presidio ai cancelli dello stabilimento. Lunedì i 300 dipendenti della Thales Alenia Space incroceranno le braccia per quattro ore, dalle 7.45 alle 11.45. La protesta è contro il governo, che non ha previsto finanziamenti per i progetti spaziali nella legge di stabilità 2015. Il rischio è il ricorso alla cassa integrazione, per 400 lavoratori tra ingegneri e tecnici, nei tre siti di Roma, L’Aquila e Milano. Un rischio evitato per un soffio sei mesi fa, grazie alle risorse trovate dal ministro della Difesa Roberta Pinotti. Ma i fondi attualmente a disposizione coprono le esigenze fino a gennaio 2015: «Se per quella data non arriverà una soluzione», ha annunciato l’amministratore delegato Elisio Prette, «dovremo mettere in cassa integrazione 400 addetti». L’allarme è stato rilanciato su scala nazionale dalla Fiom e dall’Usb, che hanno chiamato i lavoratori alla mobilitazione, sottolineando la «politica miope» del governo nei confronti di un settore strategico a livello mondiale: una scelta che non solo mette a rischio centinaia di posti di lavoro, ma lascia nella mani dei concorrenti francesi e tedeschi l’alta tecnologia nel campo spaziale. Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla, con un’interrogazione al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il problema riguarda il mancato finanziamento del programma spaziale per applicazioni duali denominato Cosmo SkyMed: Thales ha firmato un contratto per la costruzione di 2 satelliti, ha acquistato materiali e impegnato i fornitori. L’Agenzia spaziale italiana, aveva chiesto 80 milioni all’anno per portare avanti il progetto.
Romana Scopano
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