Tiberi e Moca si sfidano per Raiano: idee e priorità

RAIANO. Torna al voto il terzo centro per numero di abitanti della Valle Peligna. Domenica i circa 2.300 elettori di Raiano andranno alle urne per esprimere le proprie preferenze. La scelta avverrà...
RAIANO. Torna al voto il terzo centro per numero di abitanti della Valle Peligna. Domenica i circa 2.300 elettori di Raiano andranno alle urne per esprimere le proprie preferenze. La scelta avverrà tra due liste. Si tratta di “Raiano che vogliamo”, con candidato sindaco Sandro Tiberi, 56 anni, quadro aziendale in una ditta farmaceutica, e “Raiano in comune”, del sindaco uscente e in corsa per il bis Marco Moca, 52 anni, dipendente dell’Agenzia delle entrate di Sulmona. Con loro due squadre di dieci cittadini ciascuno tra cui, molti giovani, come nella lista di Tiberi, mentre è stato rinnovato per sei decimi il gruppo dell’attuale maggioranza.
«La nostra è una lista progressista», ha detto Tiberi, «il lavoro deve essere al centro dell’attività amministrativa: puntiamo allo sviluppo economico, alla fiscalità partecipata e a ridurre le aliquote delle tasse, al momento vicine ai massimi. Vogliamo un’amministrazione più trasparente con l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli amministratori, istituzione del diritto di accesso civico e vicina alle persone meno ambienti. Rilanciare la qualità della vita, riassegnare la gestione della riserva di San Venanzio, puntare su turismo e cultura per fare del nostro paese una comunità di storia, tradizioni e solidarietà».
Moca cerca continuità. «In cinque anni abbiamo lavorato tanto con ricostruzione e nuove opere pubbliche come il manto nel campo da calcio, il finanziamento per la nuova scuola e la certificazione crediti di carbonio», afferma, «vogliamo portare a termine i progetti iniziati e realizzare altri come il presidio ambulatoriale territoriale, dare vita a una società pubblico privata per riqualificare quartieri, mercato immobiliare e puntare sui progetti di albergo diffuso. Il tutto senza dimenticare le peculiarità del nostro comune, come nel caso della Riserva interessata dalla realizzazione di percorsi per disabili. Il nostro deve essere un paese produttivo e solidale».
Federico Cifani
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