Tiburtina, l’Anas al contrattacco: il Tar non impone la riapertura

L’ente replica al Comune di Popoli che ha presentato il ricorso: «L’ordinanza impugnata è in vigore» Ma l’avvocato dell’amministrazione insiste: chiusura senza adeguata motivazione, non ci fermiamo
SULMONA . «Il Tar non ha decretato il blocco dei lavori sulla Tiburtina Valeria». L’Anas interviene così nella polemica sulla chiusura della Statale tra il bivio di Corfinio e Popoli, per interventi di messa in sicurezza della strada, che ha creato notevoli disagi al traffico. «Il Tar Abruzzo, sezione di Pescara, con provvedimento presidenziale numero 160/2021 ha decretato la necessità di ulteriore istruttoria alla ordinanza emessa da Anas n. 88/2021», fa sapere l’ente, «precisando che “medio tempore – in attesa delle nuove determinazioni della Pa procedente – l’ordinanza impugnata continuerà ad avere vigore, salve ovviamente autonome iniziative sospensive o modificative della stessa amministrazione stradale”: risulta pertanto di tutta evidenza che non è stata decretata alcuna riapertura della Tiburtina Valeria, e non potrebbe essere diversamente viste le evidenti condizioni di sicurezza che attengono ai lavori in corso». Secondo l’Anas Il Tar non ha ordinato l’immediata riapertura della strada, così come sostiene il Comune di Popoli, promotore del ricorso. Secondo il legale dell’amministrazione, Sergio Della Rocca, l’Anas avrebbe solo in parte fatta sua l’ordinanza del tribunale amministrativo, proseguendo i lavori senza confrontarsi con Il Comune per trovare soluzioni alternative alla chiusura. «Il giudice della sezione monocratica di Pescara ha chiaramente detto che le nostre osservazioni presentate nel ricorso, sono meritevoli di positiva considerazione», sottolinea l’avvocato, «e che l’Anas ha chiuso la strada senza adeguata motivazione rispetto agli interessi dei residente e senza indicare possibili soluzioni alternative. Di sicuro non resteremo con le mani in mano e qualcosa faremo». Rassegnato sembra, invece, il sindaco di Popoli Concezio Galli, deluso dall'atteggiamento di chiusura dell’Anas. «Purtroppo abbiamo le mani legate, aspetteremo i dieci giorni indicati dal giudice nel dispositivo e chiederemo il risarcimento danni: i legali ci stanno già lavorando». Intanto proseguono i disagi di automobilisti e residenti, costretti dal 6 luglio a percorrere strade dissestate e poco sicure per oltre 20 chilometri invece dei poco più di quattro chiusi dall’Anas.
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