Timori e speranze nell’estate delle vertenze

8 Luglio 2016

Posti di lavoro in bilico tra Ecare e Globe Network, mentre slitta il rientro degli operai Accord Phoenix

L’AQUILA. Posti di lavoro in bilico, licenziamenti, speranze di tornare a timbrare il cartellino. Sono centinaia i lavoratori aquilani che passeranno l’estate tra timori e attese. L’ultima vertenza, in ordine di tempo, è esplosa con i 26 licenziamenti annunciati nel call center Ecare, dove ora si apriranno i tavoli ministeriali. Ma in ballo ci sono anche i 234 operatori del call center Globe Network, costretti alle ferie forzate in vista, il 13 luglio, del pronunciamento del tribunale di Milano sul ricorso contro la disdetta della commessa H3G. E i 146 ex lavoratori del polo elettronico, che hanno presentato il loro curriculum per essere ricollocati dall’Accord Phoenix. In questo caso, è slittato il cronoprogramma delle assunzioni, che prevedeva il rientro in fabbrica dei primi 20 operai entro giugno. Oggi, alle ore 15, l’azienda aprirà le porte a istituzioni e stampa: «Com’è noto», afferma il presidente Ravi Shankar, «la nostra società sta portando avanti, con grande impegno, la realizzazione di un impianto per il trattamento dei Raee. Le attività in corso d’opera, hanno suscitato nella cittadinanza aquilana e non solo, una notevole attenzione. Considerando che Accord Phoenix intende operare in una logica di coinvolgimento e trasparenza sul proprio investimento, si terrà un’illustrazione dettagliata dei lavori svolti e delle risorse impegnate, insieme alle autorità locali e regionali, ai rappresentanti di Invitalia e ai sindacati». Intanto il segretario della Uilcom-Uil Piero Francazio entra nel dettaglio della procedura di licenziamento, su tutto il territorio nazionale, di 211 operatori della Ecare: «All’Aquila sono 26 gli esuberi dichiarati, di cui 24 nell’area operativa e 2 nell’area staff. Ecare opera su territorio Italiano attraverso 5 sedi operative, L’Aquila, Roma, Milano, Torino e Bari, e occupa circa 2000 lavoratori, di cui 304 sono all’Aquila. A seguito di un difficile contesto economico, l’azienda ha avviato un processo di ricapitalizzazione e lo scorso 10 maggio è stato azzerato il capitale sociale per perdite. L’unico azionista, Olisistem Itq Consulting spa, ha provveduto al ripianamento del deficit. L’azienda ci ha comunicato che un ulteriore aumento di capitale è stato già deliberato, per garantire la continuità aziendale: la deduzione logica ci porta a pensare che se non fosse intervenuto Olisistem, Ecare avrebbe fallito». Dal 2014 al 2016 l’azienda ha registrato una perdita dei ricavi di circa 10 milioni di euro. «Non condividiamo», conclude Francazio, «gli esuberi aquilani. I lavoratori dovranno fare ulteriori sacrifici e per quanto ci riguarda non avrebbe dovuto esserci nessun esubero. Ma come dichiarato da Ecare su tutti i tavoli romani, gli accordi sindacali fatti nella sede aquilana non hanno portato nessun beneficio per la rimessa in bonus dei conti aziendali».

Romana Scopano

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