Timori su LFoudry, appello a Di Maio

15 Marzo 2019

AVEZZANO. L’incontro al ministero per lo Sviluppo economico sul caso LFoundry tarda ad arrivare e i sindacati inviano un nuovo appello al ministero retto dal vicepremier Luigi Di Maio. Dallo scorso...

AVEZZANO. L’incontro al ministero per lo Sviluppo economico sul caso LFoundry tarda ad arrivare e i sindacati inviano un nuovo appello al ministero retto dal vicepremier Luigi Di Maio. Dallo scorso novembre, non è stato più aperto il confronto tra azienda e sindacati sul futuro dello stabilimento più grande della provincia dell’Aquila, nonostante la recente lettera dei vertici per dare rassicurazioni ai lavoratori. Siglato l’accordo per i contratti di solidarietà, partiti poi ufficialmente a dicembre per 1.500 dipendenti, nessuno tra i rappresentanti del sindacato ha saputo più nulla su quello che accadrà nei prossimi mesi. I vertici di LFoundry, infatti, non hanno negato che la vendita del 70 per cento delle quote attualmente in mano ai cinesi di Smic dovrebbe essere imminente e con la lettera hanno spiegato ai lavoratori l’iter portato avanti negli ultimi tempi chiedendogli pazienza e fiducia. Per i rappresentanti dei sindacati, però, le rassicurazioni non bastano e per questo hanno scritto nuovamente al ministero dello Sviluppo economico chiedendo lumi sull’incontro. Nella nota, inviata a Giorgio Sorial, rappresentante del ministro nel tavolo con l’azienda, hanno chiesto un incontro urgente per LFoundry. Nicola Alberta per la Fim-Cisl, Marcello Corti della Fiom-Cgil e Michele Paliani per la Uilm-Uil hanno precisato che «è necessaria, quanto prima, una verifica della situazione aziendale, occupazionale e industriale». (e.b.)
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