«Tiro a segno, mille persone attendono una sede sociale»

7 Maggio 2017

L’AQUILA. «Mille persone aspettano dal 2009 la ricostruzione della sede sociale. Non devono e non possono esistere società e sport di serie A e di serie B». A dichiararlo è il candidato sindaco di...

L’AQUILA. «Mille persone aspettano dal 2009 la ricostruzione della sede sociale. Non devono e non possono esistere società e sport di serie A e di serie B». A dichiararlo è il candidato sindaco di centrodestra Pierluigi Biondi, che denuncia «il rimpallo di responsabilità di enti che sovrintendono i processi di ricostruzione che, di fatto, impedisce la riparazione e il ripristino dei locali e degli spazi a servizio del poligono, nella zona di San Giuliano. Lì si esercitano gli iscritti e i tesserati afferenti alla sezione aquilana del tiro a segno nazionale, che opera dal 1888», spiega Biondi. «Tra atleti, circa 200, e persone che regolarmente svolgono attività propedeutiche per il rilascio del patentino, sono un migliaio i cittadini che non hanno uno spazio dove poter socializzare, incontrarsi o fare riunioni. L’immobile è ancora nelle condizioni rilevate all’indomani del sisma del 2009 e sotto le macerie sono sepolti documenti di interesse storico: foto e ricordi di una delle società più antiche d’Italia, sicuramente dell’Aquila e dell’Abruzzo. Perché si continua a non voler decidere su come agire?», si chiede il candidato sindaco del centrodestra.
«La sede logistica del Tsn è collocata in un locale all’interno del complesso sportivo Centi Colella, inaugurato nel 2015, dove ha trovato posto la segreteria, e dove si svolgono le gare con attrezzatura di ultimissima generazione e nella totale sicurezza. Un “fiore all’occhiello” per lo svolgimento di una delle discipline olimpiche che regala all’Italia medaglie e successi. Inoltre», aggiunge ancora l’aspirante sindaco, «la sezione aquilana del Tiro a segno svolge attività con i ragazzi delle scuole e dell’università, con anziani e disabili. Sarebbe opportuno che chi svolge un’opera nel campo sociale, oltre che sportivo, possa far affidamento su uno spazio, quello di San Giuliano, che dev’essere ricostruito per legge, non per grazia ricevuta».
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