Tombe inaccessibili a 14 anni dal terremoto

L’AQUILA. Potrebbe essere l’ultimo 2 novembre in cui i parenti dei defunti che arrivano al cimitero monumentale dell’Aquila sono costretti a lasciare i fiori fuori dalle transenne. Pochi giorni fa il...
L’AQUILA. Potrebbe essere l’ultimo 2 novembre in cui i parenti dei defunti che arrivano al cimitero monumentale dell’Aquila sono costretti a lasciare i fiori fuori dalle transenne. Pochi giorni fa il Comune ha annunciato che sono in corso gli ultimi passaggi per l’inizio dei lavori nella zona del Sacrario dei Nove Martiri aquilani.
Al posto delle transenne di metallo, da cui almeno si vedevano le tombe irraggiungibili, da qualche tempo sono comparse transenne coperte da un pesante telo verde scuro, insieme a nuovi cartelli di divieto, più grandi di quelli di una volta. Da fuori non si vede più niente. Sarà il segno che qualcosa si sta finalmente muovendo per portare a termine la ricostruzione nei cimiteri dell’Aquila, a quasi 15 anni dal sisma del 2009.
Nella zona est del cimitero aquilano manca solo il collaudo all’edicola funeraria di San Giuseppe dei Minimi, dove sono tumulati i resti mortali di 250 defunti. Fa però sempre una certa impressione passare vicino al complesso dei Nove Martiri, quasi tagliato in due dal sisma del 2009, o entrare nei tunnel dei complessi delle vicinanze, inagibili da allora.
«C’è mio padre, lì dentro», racconta un uomo che cerca di infilare un mazzo di fiori sulla barriera, «sono quindici anni che non riesco ad andare a trovarlo. Spero ci facciano sapere in tempo come dovremo comportarci quando ci saranno i lavori».
E intanto sui social è scoppiato il caso dei rifiuti – soprattutto fiori appassiti – gettati a terra. E la stessa Asm, che gestisce i cimiteri aquilani, ha risposto con un commento a una delle foto emblematiche pubblicate dai visitatori: «Quanto evidenziato è stato rimosso e pulito. Ci sono i contenitori per smaltire i rifiuti. Ci rammarica constatare l’inciviltà di qualcuno in luoghi come il cimitero». (r.p.)
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