Torna a casa la preziosa tela rubata 40 anni fa a Pizzoli

29 Maggio 2021

Trafugata dalla chiesa di Santo Stefano al Monte è tra le opere esposte all’Emiciclo Il comandante generale dell’Arma apre la sede del Nucleo tutela patrimonio culturale

L’AQUILA. Trafugata oltre quarant’anni fa dalla chiesa di Santo Stefano al Monte, la tela seicentesca raffigurante il martirio del patrono di Pizzoli è uno degli ultimi ritrovamenti del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri. La preziosa tela è stata riconsegnata nei giorni scorsi alla curia metropolitana ed esposta ieri nella navata centrale dell’ingresso della sede del consiglio regionale, insieme ad altre opere recuperate e restituite agli enti proprietari, in occasione dell’inaugurazione della sede temporanea del Nucleo, in via Agnifili. LA SEDE. L’edificio ospita i due alloggi messi a disposizione dal Comune per le sette persone che hanno preso servizio nel capoluogo abruzzese, a cui se ne aggiungeranno nei prossimi mesi altre due. Si tratta, comunque di una sistemazione temporanea. Al lavoro ufficialmente dal primo marzo e competente per l’Abruzzo e Molise, infatti, il Nucleo avrà presto una sede più prestigiosa: nell’ex convento attiguo alla basilica di San Bernardino, insieme all’Archivio.
INAUGURAZIONE. Al taglio del nastro hanno partecipato il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, il prefetto della provincia dell’Aquila, Cinzia Torraco, il sindaco Pierluigi Biondi, il cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi, che ha benedetto i locali della sede di via Agnifili, e il comandante generale dell’Arma, Teo Luzi.
LA TELA. Tra le opere recuperate ed esposte all’Emiciclo, dove si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della sede del Nucleo, di notevole importanza la tela alta più di due metri che era situata nell’altare maggiore della monumentale chiesa di Santo Stefano al Monte: la parte più grande di un polittico raffigurante varie scene della vita del Santo. La porzione di pala d’altare sottratta nel 1980 nella chiesa di Pizzoli è stata recuperata dal Nucleo di Firenze. Sono tornati a “casa” anche alcuni beni ecclesiastici recuperati dal Nucleo di Ancona, spariti a seguito degli eventi sismici del 2016 nel centro montano di Cagnano Amiterno.
LIBRI. Tra i beni recuperati dai carabinieri ed esposti ieri, anche alcuni libri antichi di due istituti scolastici (l’istituto tecnico “Duca Amedeo d’Aosta” e il Convitto azionale “Domenico Cotugno”), trafugati a seguito del sisma che nel 2009 ha devastato L’Aquila e recuperati dal Nucleo di Roma. Di particolare pregio alcuni libri e pergamene appartenuti al liceo Classico e custoditi fino al 2009 nella sede storica sotto ai portici. I testi scolastici, risalenti a un periodo compreso tra il XVIII e XIX secolo, erano stati posti in vendita su una piattaforma online. Sempre i carabieri, solo qualche mese fa, avevano restituito un antico testo ai frati del convento di San Giuliano.
ECCELLENZA NEL MONDO. A margine della cerimonia, il ministro Franceschini ha sottolineato come l’attivazione del Nucleo in città sia «un segnale importante dello Stato verso L’Aquila, giusto e doveroso per le sofferenze subite. Sono state diverse le iniziative culturali intraprese nel corso del tempo e oggi inauguriamo ben due realtà culturali: il Nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri e il Maxxi», ha detto. «Il Nucleo dei carabinieri è un’eccellenza riconosciuta nel mondo e aiuterà a tutelare lo straordinario patrimonio di questo territorio».
BALUARDO DELL’ARTE. Grande la soddisfazione del generale Luzi: «I carabinieri in Abruzzo hanno una storia importante, abbiamo sempre avuto un rapporto profondo con il territorio. Il Nucleo servirà l’Abruzzo e il Molise, due regioni vicine per geografia e identità culturale. Sarà un baluardo nella difesa dell’arte, minacciata dalle calamità naturali e dai traffici illeciti, presenti ovunque come dimostra il recupero a Tortoreto, a giugno 2020, del murale di Banksy, rubato dalla “Porta del Bataclan” a Parigi un anno e mezzo prima».
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