Torna a fiorire il giardino del convento di Ocre

In attesa dei lavori del primo lotto per il restauro dell’antico monastero dopo i danni del sisma, in trecento alla riapertura dello storico luogo di contemplazione
OCRE. Nel 2007 gli ultimi frati erano andati via dal convento di Sant'Angelo d'Ocre. Nel 2009 il terremoto aveva reso inagibile la struttura. A fine febbraio 2020 i vandali hanno profanato le tombe dei Beati Timoteo di Monticchio e Bernardino dell'Aquila, un mese fa le preziose reliquie dei due Beati e di altri due religiosi (Ambrogio da Pizzoli e Placido da Roio) sono state portate da Ocre nel convento di San Giuliano, per motivi di sicurezza e per fare la ricognizione. Ma il convento di Sant'Angelo non è mai rimasto solo grazie all'affetto di tanti (in particolare di Fossa, Ocre e Monticchio) che in quel luogo sacro sono cresciuti nella fede e ancora lo identificano come centro di preghiera, di devozione e perché no, di sana ricreazione.
Ieri mattina, festa di Sant'Anna, giorno in cui per tradizione il convento era meta di passeggiate e pic-nic, circa 300 persone hanno partecipato prima alla Santa Messa, celebrata all'aperto da padre Marco Federici, e poi alla inaugurazione del rinnovato giardino del convento, che si affaccia sulla splendida Conca aquilana. Gli antichi conventi avevano tre zone privilegiate: il chiostro, luogo della preghiera; l'orto, il posto dove coltivare prodotti di prima necessità; e il giardino, lo spazio riservato alla contemplazione. Due anni fa un gruppo di volontari trovò, lì dove c'era il giardino, una selva “oscura”. Un intrico di arbusti ed erbacce che aveva snaturato, causa abbandono, quell'oasi contemplativa. Mesi di lavoro – in particolare degli alpini di Fossa, in collaborazione con quelli di Ocre e Bagno – hanno portato ieri mattina alla inaugurazione del rinnovato giardino. Erano presenti il sindaco di Ocre Fausto Fracassi (il suo Comune è proprietario del convento), il sindaco di Fossa, Fabrizio Boccabella (molti figli di Fossa, tra cui San Cesidio, hanno iniziato il loro percorso religioso da lì), il presidente regionale Ana Pietro D'Alfonso, il capogruppo penne nere di Fossa Bruno Giacomantonio (parente di San Cesidio), l'ex sindaco di Fossa Giacomo Di Marco, che nella ripulitura della selva oscura è stato un po' il “Virgilio” della situazione e che, nel suo intervento, ha definito il giardino «una splendida appendice del luogo delle Beatitudini». Quello del luogo delle Beatitudini è un progetto avviato anni fa – e solo “rallentato” dal sisma – che punta a fare della zona l'approdo di turisti. Al lavoro di ripulitura hanno collaborato tante persone e ditte private. Ma l'obiettivo dell'evento di ieri, voluto anche dall'Unla (Unione nazionale lotta all'analfabetismo) di Ocre presieduta da Carmine Santarelli, è stato pure di non abbassare l'attenzione e arrivare in tempi ragionevoli all'avvio del primo lotto del restauro.
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