Torna il busto di Celestino Veglierà sulla Porta Santa

L’AQUILA. Per molti anni il busto di Celestino a Collemaggio era rimasto in sacrestia, lontano al pubblico. Da ieri, però, la statua in legno intagliato che ritrae San Celestino Papa benedicente che...
L’AQUILA. Per molti anni il busto di Celestino a Collemaggio era rimasto in sacrestia, lontano al pubblico. Da ieri, però, la statua in legno intagliato che ritrae San Celestino Papa benedicente che sorregge con la mano sinistra la Ferula a tre croci, è stata posizionata a fianco della Porta Santa. «Il luogo che a noi sembra più consono», ha detto nel corso nel corso della cerimonia di collocazione Cristina Collettini, dirigente della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo.
Il restauro e la successiva collocazione è stata curata dell’Unpli (Unione nazionale delle pro loco d’Italia) in collaborazione con la Soprintendenza. Il busto, realizzato nel XVIII secolo, era già stato sottoposto a un restauro quasi 25 anni fa, tra il 1998 e il 1999, e già in quell’occasione aveva recuperato lo splendore originario perduto a causa dell’opacizzarsi della superficie metallica. L’intervento effettuato nel 2023, propedeutico alla ricollocazione, si è quindi limitato a una revisione generale delle condizioni conservative, con trattamento biocida, pulitura ed eliminazioni di limitate aree affette da attacco biologico. Il santo che vigilerà sulla Porta Santa è raffigurato nelle vesti di pontefice, con triregno ornato di vetri colorati in castoni metallici e, nella mano destra, ferula papale con croce a tre braccia, realizzata in epoca moderna. La parte superiore del piviale, il paramento liturgico, presenta lo stemma pontificio con leone rampante sulla spalla destra e sulla sinistra quello dell’ordine dei Celestini (alta croce su tre monti, affiancata da due fiordalisi, sulla cui asta inferiore si avvolge una serpe). Il bottone del piviale fungeva da urna-reliquario, oggi vuota, ed è stata coperta di tessuto nero. Sotto il braccio destro, innalzato nel gesto di benedizione, è poggiato il modellino della città dell’Aquila, a rappresentare la devozione della comunità verso il santo eremita e pontefice e dove si riconoscono le mura e la basilica della chiesa di San Bernardino con la sua caratteristica cupola.
A benedire il ritorno del busto di Celestino, ieri mattina a Collemaggio, c’era il vescovo Antonio D'Angelo, il rettore della basilica, monsignor Stefano De Paulis insieme a don Luigi Abid Sid, che ha personalmente ricollocato sulla mano sinistra la Ferula papale. Insieme a loro il vicesindaco Raffaele Daniele con i rappresentanti dell’Unpli Sandro D’Addezio, presidente regionale, e Alterico Patella, presidente provinciale, e con Massimiliano Metri, che ha diretto i lavori e che ha spiegato le varie fasi del restauro.
Il busto ligneo, al contrario di parte della basilica di Collemaggio, si era salvato dal sisma del 2009. «Non c’erano notizie precise sulla sua collocazione all'interno della basilica di Collemaggio», ha detto la Collettini. «In un certo senso è un po’ come se il busto avesse viaggiato all’interno di Collemaggio», così come lo stesso Celestino ha fatto nel corso della sua lunga vita, e come dovettero fare anche le sue spoglie, portate in “peregrinatio” subito dopo il sisma verso le chiese della diocesi. «Ma la collocazione a fianco della Porta Santa», ha continuato la soprintendente, «ci è sembrata la soluzione migliore. Il busto si trova in una nicchia dalle giuste proporzioni e ha ai suoi piedi la città dell’Aquila, a cui ha donato la Bolla del Perdono».
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