Torna il fuoco sul Morrone, resta l’allerta

30 Luglio 2023

Di nuovo in fiamme la montagna di Celestino: il rogo si è alzato in due punti diversi. Intervenuti un elicottero e 2 Canadair

PRATOLA PELIGNA. Ancora fiamme, ancora fumo e ancora paura sul Monte Morrone. La montagna cara a Celestino V è tornata a bruciare ieri pomeriggio, a causa delle folate di vento e del rialzo delle temperature. I pennacchi si sono alzati in due punti, uno sotto il rifugio Iaccio Rosso e l’altro in prossimità del Colle delle Vacche, già preso d’assalto nell’incendio di martedì scorso. Sul posto, in località Bagnaturo, sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco con il Dos (Direttore operazioni spegnimento), i carabinieri forestali e la Protezione civile per operare anche con squadre da terra. Si sono alzati in volo un elicottero e due Canadair per effettuare sganci d’acqua. Non si tratta, comunque, di nuovi fronti e la situazione resta costantemente monitorata. A complicare l’operazione, l’accumulo di materiale nelle zone più impervie. La zona resta presidiata e l’allerta è altissima: si teme soprattutto un nuovo aumento delle temperature e altre raffiche di vento. Martedì scorso, 25 luglio, il Morrone è tornato a bruciare a distanza di sei anni dall’incendio che seminò il panico tra Pratola Peligna e Sulmona. Sono stati oltre 500 gli ettari di bosco andati in fumo. Già dalle prime ore dell’emergenza, per le abitazioni alle pendici del Morrone è scattata la messa in sicurezza tramite mezzi agricoli. Chiuse anche due strade per ragioni di ordine pubblico. Di pari passo, proseguono le indagini della Procura di Sulmona che ha aperto un fascicolo contro ignoti: l’inchiesta è scattata a seguito del sopralluogo svolto sul posto dal procuratore capo della Repubblica, Luciano D'Angelo e dal sostituto, Edoardo Mariotti. Sembrava che i primi rilievi svolti dai carabinieri forestali avessero portato ad individuare il punto d’innesco dell’incendio nei pressi dell’ex cava di Bagnaturo, ma la notizia non ha avuto conferme. I militari stanno però cercando eventuali fototrappole collocate nella zona per ricostruire tutti i movimenti delle auto e delle persone nelle ultime ore sul bacino della zona pedemontana. L’operazione si annuncia però abbastanza complicata.(l.p.)
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