Torna il problema del tribunale

13 Marzo 2019

L’Ordine dei commercialisti e altre categorie sollecitano Comune e Regione

AVEZZANO. Sulla sorte del tribunale di Avezzano, dopo i roboanti impegni e le dichiarazioni dei “salvatori della patria” a caccia di un posto al sole in parlamento e all’Emiciclo, è sceso il silenzio. La sorte del Palazzo di giustizia ha perso appeal. Non per le associazioni di categoria e l’Ordine dei dottori commercialisti – autori dell’analisi socio-economica sugli effetti della soppressione del presidio – che chiedono agli amministratori, in primis al sindaco, Gabriele De Angelis, al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, di «mettere in agenda la salvaguardia del tribunale».
A due anni dal “the end” gli autori dello studio, e i rappresentanti di Confesercenti, Confartigianato e Cna, chiamati a raccolta dal presidente di Confcommercio, hanno riacceso i riflettori sulla vicenda che, senza un’azione corale e immediata della politica, rischia di produrre effetti nefasti sul sistema Marsica. «A pochi mesi dalla chiusura dei tribunali», ha ricordato Valerio Dell’Olio, presidente dei commercialisti, con a fianco i colleghi Marisa Gismondi, Antonello Del Fosco e Fabrizio Ranieri, «nei centri presi in esame, come Lucera e Sora, l’impatto sulle attività cittadine è stato devastante. Non vogliamo che si ripeta qui. In tempo di elezioni i politici assicuravano la salvezza. Ora è tempo di agire, visto che la quasi totalità dei Comuni aveva dato disponibilità a compartecipare alle spese. L’Ordine, sempre nell’ottica di scongiurare la chiusura del tribunale, sta percorrendo ogni strada, compresa quella del ministero, dove abbiamo avuto qualche assicurazione, ma non basta». La spinta forte deve arrivare dagli amministratori. «E mentre per i tribunali di Vasto e Lanciano fanno squadra, qui tutto è finito nel silenzio. Il tribunale è vitale per Avezzano e la Marsica», hanno detto i rappresentanti delle varie categorie.
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