Torna in diocesi dipinto rubato 24 anni fa

25 Giugno 2017

Ritrovato dai carabinieri in una casa d’aste a Genova. Il quadro verrà restituito alla chiesa di Santa Maria della Tomba

SULMONA. È tornato a Sulmona il dipinto trafugato nel 1993, dalla chiesa di Santa Maria della Tomba. Il quadro rubato è stato recuperato, in una casa d’aste di Genova, dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona, competente per Marche e Abruzzo, al comando del maggiore Carmelo Grasso, proprio mentre stava per essere venduto. Il dipinto dedicato a Sant’Omobono, patrono di Cremona e mercante di stoffe, risale al XVIII secolo, di autore ignoto e di scuola piemontese. L’operazione di recupero dell’opera pittorica è stata illustrata ieri in una conferenza stampa dallo stesso maggiore Grasso.
«Abbiamo operato grazie all’esistenza di una banca dati negli uffici del comando tutela patrimonio culturale di Roma», ha spiegato l’ufficiale dei carabinieri. «Attraverso questa banca dati e la vigilanza costante che il nostro nucleo esercita sulle aste e vendite di beni culturali, siamo riusciti a recuperare il dipinto rubato». Esecutori materiali dell’operazione di recupero sono stati il maresciallo Alberto Monfardino e il brigadiere Giordano Novelli. Grande gioia ha espresso, per il dipinto che torna in diocesi, il vescovo Angelo Spina, il quale ha ringraziato i carabinieri per il lavoro svolto, «dimostrando ancora una volta competenza e professionalità». Il vescovo ha annunciato, quindi, che il dipinto tornerà in autunno nella chiesa di Santa Maria della Tomba, con una cerimonia solenne. Restano adesso da recuperare altri due dipinti trafugati nella stessa occasione. «È stato di grande importanza, ai fini dell’operazione di recupero, anche il fatto che il parroco dell’epoca, monsignor Enio Di Nino, oggi scomparso, denunciò il furto sacrilego a distanza di pochi minuti dalla sua scoperta», ha sottolineato il maggiore Grasso, «perché una denuncia immediata agevola comunque le indagini». Con il ritrovamento del dipinto nella casa d’aste del capoluogo ligure è stato indagato per ricettazione un genovese, che aveva posto in vendita quel quadro. Le indagini ora proseguono per arrivare al recupero delle altre due opere d’arte che mancano all’appello. Nella conferenza stampa che si è tenuta nel palazzo della Curia sono intervenuti anche monsignor Maurizio Nannarone, responsabile dei Beni culturali per la diocesi e la funzionaria della Soprintendenza Anna Colangelo.
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