Torna l’elicottero col sonar Recco per trovare tracce dei 4 dispersi

Nuovo tentativo con la sonda, questa volta inviata dal Trentino, nell’undicesimo giorno di ricerche L’operazione durerà dalle 8 alle 12, poi l’analisi degli eventuali segnali e l’intervento delle unità cinofile
MASSA D’ALBE. Per la seconda volta oggi si tornerà a sorvolare il Monte Velino con il sonar Recco. È l’undicesimo giorno di ricerche di Tonino Durante, Gian Mauro Frabotta e i fidanzati Valeria Mella e Gianmarco Degni, i 4 amici di Avezzano dispersi sotto una valanga di neve.
TORNA IL RECCO. Messo a disposizione dal Trentino Alto Adige, il potente sonar in grado di rilevare oggetti metallici anche in profondità è pronto per entrare in azione già dalle 8 di questa mattina. Secondo la tabella di marcia l’utilizzo del dispositivo agganciato a un elicottero dei carabinieri forestali di Rieti è previsto fino a mezzogiorno. Durante le 4 ore di sorvolo del Recco i soccorritori resteranno a terra per non creare interferenze in quota. Una volta terminato il lavoro, i tecnici analizzeranno i dati e dunque la presenza di eventuali segnali rilevati, in corrispondenza dei quali nel pomeriggio sono pronte a intervenire le unità cinofile. Un sonar arrivato dalla Valle d’Aosta era stato già utilizzato sabato scorso. Dopo due ore di volo quasi a sfioro sulla valanga di Valle Majelama, sulle creste, le cime e i sentieri circostanti, il dispositivo aveva captato qualche segnale dentro Valle della Genzana, facendo così ampliare il raggio delle ricerche. Il Recco è in grado di rilevare le piastrine metalliche inserite all’interno degli indumenti da trekking, chiavi e qualunque altro metallo sepolto sotto la spessa coltre di neve e ghiaccio che in alcuni punti supera i 9 metri di altezza.
LA VALANGA. Le ricerche di ieri si sono concentrate ancora una volta nell’area di Valle Majelama, quella interessata dalla slavina lunga 600 metri e larga 200 che gli esperti definiscono una «valanga di fondo a lastroni» in cui l’intero manto nevoso si è staccato scivolando compatto a valle. Oltre 40 uomini del Soccorso alpino, della guardia di finanza, dei carabinieri, della polizia, dell’esercito e dei vigili del fuoco hanno raggiunto quota 1800 metri a bordo degli elicotteri decollati dal campo sportivo di Massa d’Albe. Altre tre squadre sono tornate a perlustrare Valle della Genzana in entrambi i versanti e le creste tra le 2 valli, mentre un elicottero ha effettuato una ricognizione dall’altro in cerca di indizi nei canali circostanti emersi dalla neve che si sta sciogliendo.
GATTO DELLE NEVI. È ferma per ora l’ipotesi di portare un secondo gatto delle nevi a Valle Majelama per la rimozione meccanica della neve. Dopo l’incidente di sabato scorso (il gatto delle nevi è precipitato sulla montagna), la prefettura non ha sciolto le riserve sull’ipotesi di smontare il battipista e rimontarlo sulla zona della valanga una volta trasportate tutte le sue parti in quota con degli elicotteri. Dopo il primo fallito tentativo, il nodo da sciogliere resta il trasporto aereo. Per questo si sta studiando un percorso via terra attraverso il Monte Freddo, ma anche in questo secondo caso gli esperti stanno valutando attentamente fattibilità ed eventuali rischi.
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